martedì,Agosto 9 2022

Regione Calabria, nuovo regolamento: rischio paralisi amministrativa

Le nuove regole sono entrate in vigore senza che siano state assegnate tutte le 83 posizioni organizzative preventivate

Regione Calabria, nuovo regolamento: rischio paralisi amministrativa

Ai piani alti della Cittadella di Germaneto hanno iniziato a trattenere il fiato. Oggi è il giorno tanto atteso ma anche temuto, quello che segna l’addio ufficiale a una organizzazione burocratica ventennale e l’entrata in vigore del nuovo regolamento della Regione Calabria.

Ieri le vecchie strutture ausiliarie – che supportavano l’azione amministrativa di assessori, direttori generali e dipartimenti – hanno cessato definitivamente la loro attività. Il problema è che molti degli organismi che, a partire da oggi, devono sostituirle non sono ancora stati costituiti e non possono quindi garantire la piena funzionalità di alcuni uffici strategici della Regione. Questa fase transitoria parecchio incerta rischia adesso di determinare una frenata amministrativa pericolosa, in un periodo particolarmente delicato tanto per il Paese (guerra in Ucraina, rialzo dei prezzi, siccità) quanto per la Calabria, chiamata a fare i conti, oltre che con l’aumento dei casi Covid, anche con le storiche emergenze estive: gli incendi boschivi, la mala depurazione, i rifiuti.

Tensione massima in Cittadella

La tensione in Cittadella è massima proprio perché le vecchie strutture erano comunque riuscite a garantire il funzionamento di alcuni tra gli apparati più importanti della Regione. Da oggi si entra invece in un cono d’ombra che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe protrarsi ancora per diverse settimane. Altre fonti qualificate ritengono invece che il funzionamento a scarto ridotto possa durare tutta l’estate.

Il caso

Per capire la situazione bisogna fare un passo indietro fino al 30 maggio scorso, quando la Giunta Occhiuto approva il nuovo regolamento degli uffici. L’obiettivo è di rimettere ordine nel complesso sistema burocratico della Cittadella, in passato censurato più volte dalla magistratura.

A far tremare il palazzo era stata, in particolare, una sentenza, emessa dal Tribunale di Catanzaro più di un anno fa, che aveva dichiarato illegittime le indennità economiche percepite dai componenti delle strutture speciali.

Una pronuncia in seguito alla quale si era attivata anche la Corte dei conti, per la verifica di possibili danni erariali.

Il regolamento

Il nuovo regolamento varato dall’esecutivo opera così una distinzione tra strutture ausiliarie e segreterie tecniche, introducendo poi, per il loro funzionamento, le cosiddette posizioni organizzative, ovvero incarichi, previsti dal Contratto collettivo nazionale, per i quali sono richieste particolari competenze professionali e che assicurano indennità aggiuntive ai dipendenti.

Nel regolamento, in più, viene stabilito che per il conseguimento di specifici obiettivi assegnati alle strutture, «può essere attribuito un budget per la realizzazione di progetti obiettivo», che prevedono l’erogazione di premi legati alle performance del personale.

Proprio ieri la Giunta ha chiuso la procedura, assegnando ai vari dipartimenti i fondi per questi progetti.

Il guaio è che le nuove regole sono entrate in vigore senza che, ad oggi, siano state assegnate tutte le 83 posizioni organizzative preventivate (per le quali sono stati destinati più di due milioni di euro fino al 2023) e in assenza dei vari progetti obiettivo.

Il risultato è che i dipartimenti non possono lavorare a pieno regime perché molte delle strutture che hanno preso il posto delle vecchie non sono ancora operative.

Le strutture al palo

Secondo quanto appreso da LaC News24, al momento sarebbero stati completati gli iter per le posizioni organizzative in circa 60 strutture ausiliarie, mentre i progetti obiettivo dovrebbero essere attivati a partire dai prossimi giorni. Discorso a parte per il dipartimento Tutela della salute, il più nevralgico dell’apparato burocratico regionale, che sarebbe l’unico ad avere ancora tutte le ausiliarie scoperte, a causa di gravi ritardi nell’avvio delle procedure.

È critico anche il quadro relativo alle segreterie tecniche, nelle quali dovrebbero essere impiegati circa 200 dipendenti della Regione: al momento sarebbero tutte vuote.

Il motivo è di ordine procedurale: le po delle ausiliarie possono essere attribuite in via autonoma dai singoli dg, mentre per quelle delle segreterie servono appositi avvisi pubblici, perlopiù ancora assenti.

I ritardi nell’attuazione della riforma, insomma, potrebbero non essere colmati in tempi brevi.

La sintesi è che quasi tutti i dipartimenti si sono fatti trovare impreparati al giorno x, malgrado tra il varo del regolamento e la sua effettiva entrata in vigore sia passato un mese. E ora l’operatività della Cittadella potrebbe risentirne, proprio nei mesi più difficili dell’anno.

La denuncia del sindacato

Anche il sindacato Cisl Fp, ieri, ha lanciato l’allarme per le «importanti ricadute organizzative» legate alla riforma e per la «disarticolazione dell’impalcatura che, a torto o a ragione, ha retto e regge la macchina amministrativa regionale da più di un ventennio».

Inevitabile una domanda: «Da chi e come saranno erogati dal prossimo 1 luglio (cioè da oggi, ndr) i servizi finora garantiti dalle strutture e dalle segreterie tecniche?». Per il sindacato, la loro soppressione «necessita a monte di un progetto organico di riordino e riqualificazione dell’intera struttura amministrativa della Giunta regionale, indispensabile per scongiurare il caos amministrativo». Resta un’altra domanda: sarà troppo tardi?

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