giovedì,Ottobre 6 2022

Villa San Giovanni, Morabito (Idv): «Cittadini abbandonati dal Comune dopo il maltempo»

Duramente criticata la gestione dell'emergenza dopo il nubifragio di qualche giorno fa

Villa San Giovanni, Morabito (Idv): «Cittadini abbandonati dal Comune dopo il maltempo»

«Bugie, vendette, inadeguatezza organica e strutturale, alibi e giustificazioni, è questa la forza messa in campo per gestire, peraltro in malo modo, un disastro annunciato già il 9 agosto scorso dalla Prociv Regionale, senza che l’Amministrazione Comunale provvedesse di conseguenza. Una modalità orribile che adesso l’amministrazione Caminiti vorrebbe intascare come merito, confidando su una stampa – non tutta ovviamente – che si sta rendendo ridicola agli occhi dell’opinione pubblica che i disastri li subisce. Eppure la Prociv Calabria, era stata chiarissima nelle allerte del 9, 10, 11 e 12 agosto, specificando la probabilità di fenomeni temporaleschi “localizzati” che possono però avere un impatto anche serio sul territorio». È quanto afferma Antonio Morabito, responsabile cittadino di Italia dei Valori.

«Già all’inizio della mattinata del 12 agosto, infatti, mentre era in atto il temporale, contattati dalla Sindaca le avevamo suggerito di parlare col Dirigente della Polstrada e con il Comandante della Compagnia Carabinieri, pregandoli di assumersi l’onere della gestione dell’emergenza traffico, liberando così la Polizia Locale per gli interventi sul territorio. E contestualmente ci eravamo messi in moto, quanto meno per monitorare gli effetti e cercare le cause di una città già inondata dal fango. Per cultura ed esperienza, infatti, più che guardare agli effetti ci siamo sempre interessati alla causa, risalendo il flusso d’acqua che provocava, dal Torrente Campanella e sino a Viale Italia, una incredibile inondazione e intercettando la causa dell’allagamento dovuta all’occlusione del torrente Immacolata, all’incrocio con la via che conduce al Cimitero», prosegue Antonio Morabito, responsabile cittadino di Italia dei Valori.

«Nonostante le rassicurazioni della sindaca, tuttavia, sull’imminente intervento attraverso macchine operatrici in arrivo da Messina (?), è stata necessaria una ferma e decisa azione fino a sera per ottenere, solo il giorno dopo, un intervento che mettesse in sicurezza l’alveo, almeno in quel punto. Di quale “gioiosa macchina da guerra” parla, dunque, l’Amministrazione Comunale che abbandona i cittadini nel momento di massimo bisogno e si attesta in un dolce far nulla, con un nutrito gruppo di amministratori su via Marinai d’Italia, nell’area di imbarco delle società private di attraversamento, infischiandosene di quanto stava accadendo da San Filippo Neri a Porticello. Lì i residenti imprecavano contro una Polizia Locale assente, perché nessuno aveva detto loro che la pattuglia era stata bloccata su via Zanotti-Bianco per il traffico da attraversamento, per una ordinanza che la sindaca non ha nemmeno provato a sospendere, quanto meno per la Polizia locale, per l’emergenza maltempo», prosegue ancora Antonio Morabito, responsabile cittadino di Italia dei Valori.

«Dunque cosa ci facevano la presidente del Consiglio Comunale, Trecroci, gli assessori Marra, Rizzuto e persino l’esterno Giordano, i consiglieri Scicchitano, Idone e frattaglie varie, al capezzale di Caronte&Tourist, pure usurpando ruoli e funzioni cessate solo dietro il nostro intervento? Mentre il Gruppo Protezione Civile messo in campo era quello di Melito Porto Salvo, con al seguito idrovore ed altro materiale? Anche rispetto al suggerimento di adottare un’ordinanza di protezione civile, la sindaca ha glissato, non comprendendo che la correzione postuma di una organizzazione già pessima, comporta una serie di violazioni di legge che non è possibile aggirare, perché adesso lei dovrà spiegare perché il fango dalle aree d’imbarco, sia stato restituito alla città di Villa San Giovanni, nonostante provenisse da un Torrente che ha la atavica funzione di ripascimento del litorale, se solo si permettesse al Torrente di sfociare a mare», prosegue ancora Antonio Morabito, responsabile cittadino di Italia dei Valori.

«A nulla serve la giustificazione che l’Arpacal non lo consentirebbe, perché questa è una risposta buona per gli allocchi, dal momento che sappiamo bene che una ordinanza di protezione civile, adottata con criterio, non avrebbe potuto essere oggetto di contestazione da parte di alcuno. Esattamente come quella adottata diversi anni fa, sempre per la solita questione del rischio di danni alle abitazioni causato dai marosi, che permise lo sversamento in mare di terra, nemmeno di sabbia. Però è errore parlare di dilettanti allo sbaraglio, perché in tutto questo si intravede un interesse preciso, diretto e personale e per questo s’intravede il grave e pericoloso tentativo di isolare quella parte di minoranza che non si piega. Un metodo che abbiamo già conosciuto sulle nostre spalle nel passato e che è tipico di altro tipo di organizzazioni, non certo politiche», conclude Antonio Morabito, responsabile cittadino di Italia dei Valori.

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