sabato,Dicembre 3 2022

Villa, sulle cartelle Tari il circolo FdI continua a chiedere trasparenza

I meloniani continuano ad alimentare la polemica e accusano l’amministrazione comunale di voler fare cassa: «Si modifichi il regolamento»

Villa, sulle cartelle Tari il circolo FdI continua a chiedere trasparenza

Ancora una volta Maria Idone responsabile del locale Comitato del Commercio ed Antonio Messina, quale referente CAF, hanno portare all’attenzione Circolo Villese di Fdi, i contenuti della risposta del sindaco Giusy Caminiti in merito alle richieste di chiarezza e di trasparenza sulle bollette del ruolo suppletivo della Tari che stanno ricevendo i concittadini villesi.

D’altra parte, a parere del portavoce Filippo de Blasio di Palizzi, la risposta data dall’Amministrazione Comunale «oltre a non essere neppure lontanamente esaustiva addirittura, se confermata nel modus operandi, apre uno scenario preoccupante in merito alla gestione dei tributi locali» che non andrebbe incontro alle legittime esigenze di operatori e famiglie villesi già abbondantemente vessate dagli aumenti dettati dalla crisi attuale.

Il circolo villese di FdI ribadisce che mai è stato detto che il ruolo “suppletivo TARI” fosse illegittimo – «maldestri tentativi strumentali che mirano a creare confusione nella cittadinanza inventandosi falsi scenari da attaccare» – ma che sia garantito al contribuente la contezza di “cosa e perché paga”. «Questo risulta indispensabile, anche, in virtù degli evidenti ritardi con cui gli organi preposti hanno provveduto all’emanazione di tali bollette. Tale responsabilità – incalzano i meloniani – non può e non deve ricadere sul contribuente ignaro di tutto ciò e non può essere tollerata neppure la attuale scarsa attenzione dell’attuale Amministrazione Comunale a porre rimedio a tali palesi negligenze».

Dalla risposta del sindaco Caminiti, «è lei stessa a smentire sulla possibilità di attivare procedimenti di rateizzazione delle bollette del ruolo “suppletivo Tari”, e “spiega” che, da regolamento, il tributo può essere pagato in tre rate ovvero ad aprile, luglio ed ottobre. Quindi è evidente che il regolamento comunale TARI preveda la possibilità di rateizzare il tributo».

Ma per FdI «appare evidente» come il tutto abbia avuto tutt’altra genesi. «Infatti, la prima emergenza dall’insediamento che l’Amministrazione ha inteso affrontare ha riguardato l’individuazione di fonti di alimentazione delle asfittiche casse comunali. Ma, tenuto conto che il Consiglio Comunale, ad aprile, aveva approvato l’adeguamento del piano finanziario della Tari, se era stata trascurata la competenza relativa al ruolo suppletivo Tari, questa avrebbe dovuto rappresentare la “prima” priorità da affrontare per poter incamerare somme necessarie per il pagamento del relativo servizio. Mentre, invece, si è (colpevolmente?) voluto aspettato a metà settembre con la (poco saggia) convinzione di una conseguente impossibilità di accedere alle rateizzazioni previste da regolamento. Ritenendo che le scadenze di regolamento (aprile, luglio ed ottobre) fossero ormai superate e che quanto “scelto” con determina dal settore competente, fosse la soluzione. Ovvero la scadenza in rata unica».

Dopo aver elencato ritardi e scadenze troppo ravvicinate per il pagamento il circolo villese si dice convinto che «questo risulta essere la conseguenza diretta e immediata esclusivamente attribuibile ai ritardi dell’Amministrazione Comunale nella gestione della problematica».

Tale situazione «rappresenta una chiara “scelta” di mancanza di trasparenza».

«Appare pertanto fondamentale – sostengono da FdI – procedere in tempi brevi o alle eventuali modifiche dei regolamenti comunali vigenti, ove si confermasse che questi determinano difficoltà nell’applicazione delle procedure di rateizzazione, o ad una interpretazione stringente della norma, e non sempre sfavorevole rispetto alla tutela dei cittadini contribuenti». In conclusione dal circolo meloniano sottolineano che «in tale situazione si starebbe evidenziando un comportamento, da parte dell’attuale Amministrazione, poco disponibile avverso le legittime esigenze dei cittadini contribuenti, con evidente pregiudizio del reale obiettivo, ovvero incamerare quelle somme dovute per garantire la copertura di un costo del servizio fondamentale per la città, per la scellerata “scelta” di non voler affrontare nella maniera adeguata quello che sarebbe un “non problema”».

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