sabato,Dicembre 3 2022

Elezioni, Pd nel caos: «La nostra classe politica ha fallito»

L'affondo di Chianese, esponente dem di Locri: «Il partito non è più credibile. Giovani mai rappresentati e coinvolti»

Elezioni, Pd nel caos: «La nostra classe politica ha fallito»

Il risultato negativo del Pd alle ultime elezioni politiche a Locri e in Calabria e soprattutto l’alto tasso di astensionismo «confermano il fallimento della nostra classe politica». A sostenerlo è Domenico Chianese, esponente del Partito Democratico di Locri e già segretario della giovanile dem della città di Zaleuco. «Alcuni candidati di fama, ma non di qualità eccellente, sono rimasti fuori dal Parlamento – ha tuonato Chianese – e il Partito Democratico ha mantenuto la coerenza nelle sue dinamiche: batosta, analisi, colpa del Segretario, passo indietro, congresso. Dal 2007 la storia, o il dogma, è questa. E si fanno già i nomi per il prossimo segretario da mandare nel tritacarne».

Anche a Locri il Pd è andato al di sotto delle aspettative, portando a casa un deludente 13% che non costituisce propriamente un ottimo viatico in vista delle prossime elezioni comunali, in programma nella primavera 2023. «La verità è che il Pd non è più credibile – ha rimarcato – Per i giovani, che non si sono mai sentiti davvero rappresentati nelle loro battaglie. Per i giovani della base, che non sono nemmeno stati coinvolti in una campagna elettorale fatta di selfie e di piedistalli. Per la gente che non arriva a metà mese e preferisce guardare altrove».

Chianese quindi indica la ricetta per uscire dalla crisi: «La cultura e la formazione: più il cittadino sa, più è capace di guardare in prospettiva; le primarie per ogni tipo di elezione: la gente deve poter decidere, basta listini; la modalità mista per le attività: bisogna raggiungere tutti ed essere raggiunti da tutti; il divieto per eletti e componenti di staff (portaborse) di assumere cariche interne al partito; la differenziazione delle linee formative interne: una per i funzionari di partito, una per gli amministratori e l’abolizione dei recinti che fingano di includere, per escludere, donne e giovani».

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