sabato,Dicembre 3 2022

Campo Calabro, i democrat fanno autocritica pronti a ripartire: «Partito logorato»

Da iscritto di lungo corso Sinicropi incalza il Pd: «Nonostante il partito non esiste fisicamente la gente continua a dimostrare che ancora c’è chi ha voglia di fare politica e di discutere»

Campo Calabro, i democrat fanno autocritica pronti a ripartire: «Partito logorato»

«Nonostante il partito non esiste fisicamente la gente continua a dimostrare che, nella desolazione di un centro sinistra logorato, ancora c’è chi ha voglia di fare politica e di discutere». A scrivere questo è Umberto Sinicropi, iscritto di lungo corso del PD. Ultimo segretario dei Ds e dirigente dello stesso prima che il partito perdesse la sede ufficiale e la strada verso quello che era il ruolo che ricopriva a Campo Calabro in passato, ovvero quello di maggioranza nel paese.

«I risultati delle urne di questa tornata elettorale, per il quale mi sono speso in prima persona, hanno dettato un dato ufficiale chiaro e indissolubile che, insieme a molti amici con il quale abbiamo fondato questo partito, vogliamo presto analizzare e soprattutto usare per farli diventare fondamenta di rinascita. Anche un miope riesce a capire che Campo Calabro ha un’anima che risponde al Partito Democratico, uno zoccolo duro che nonostante gli errori in passato nella gestione del circolo, ha la possibilità di riprendersi ciò che merita, rappresentando un riferimento veramente importante per la comunità campese.

Quel ruolo chiave all’interno della discussione politica sottratta ai suoi iscritti che deve ritornare a essere il fulcro principale per la rinascita che parta dal territorio. Il percorso è chiaro, mai più personalismi e per questo vecchie conoscenze non potranno ritenersi portatori dell’oracolo, del resto i percorsi dagli stessi tracciati hanno dimostrato chiaramente di essere fallimentari. È il momento di ripartire, di farlo dal basso e con nuova energia.

Lavoreremo per questo e per far sì che la voce del partito sia la voce dei suoi iscritti, quelli che hanno fatto vivere una sede che adesso non c’è più. Ci si deve rendere conto che i tempi sono necessariamente cambiati, che gli spazi devono essere riempiti di contenuti, idee e progetti, in poche parole di futuro. Il PD deve stare tra la gente nelle piazze fisiche e virtuali e il risultato a Campo Calabro chiede questo, perché nessuno può cullarsi su dati che solo apparentemente possono sembrare positivi ma che alla luce del dato di astensionismo devono essere compiutamente riletti e analizzati.

La scarsa affluenza generale non è un buon segno, quando la gente non va a votare, non sceglie e lascia che le decisioni siano assunte da altri. Dobbiamo quindi di nuovo garantire la discussione politica e da lì la scelta democratica e  partecipativa che fa vivere il territorio, a trarre vantaggio non sarà solo il nostro comune, ma soprattutto il nostro futuro. Il PD dovrà essere guida di questa voglia di cambiamento fatto di volti nuovi e di nuove idee. Spazio a chi ha nel sangue la partecipazione e l’interesse comune. Solo così il PD sarà il vero PD».

Articoli correlati

top