lunedì,Luglio 15 2024

“Reggio non si broglia” torna alla carica: «Fiducia nel governo Meloni»

L’invito a fare chiarezza sul caso delle elezioni del settembre 2020 e la stoccata del Coordinamento a chi oggi contesta la Legge Severino

“Reggio non si broglia” torna alla carica: «Fiducia nel governo Meloni»

«E’ palese il tentativo di incanalare la discussione sulla Legge Severino dalla parte politica che ha detto “No” alla volontà abrogativa del referendum, cercando così di far passare il reo come vittima della Giustizia. Ma per gli stessi soloni improvvisati giuristi, il medesimo principio non è mai valso per i rei di parte politica avversa».

Così in una nota il coordinamento “Reggio non si broglia” che si esprime su una vicenda, che – sottolinea in una nota – «intacca la legittimità stessa di tutta l’amministrazione comunale e che, tatticamente, si è voluto prima confinare in un dibattito quasi rionale e, successivamente, si è abbandonata nell’oblio politico».

Eppure, ricorda il Coordinamento, sono trascorsi oltre due anni dalle «taroccate elezioni comunali» a Reggio Calabria che hanno determinato una maggioranza politica «evidentemente falsata» rispetto alla realtà dei fatti. Nel frattempo, «a rompere la coltre di nebbia dalle parti di palazzo San Giorgio, è giunta la notizia della conferma in appello della condanna inflitta a sindaco e mezza giunta comunale».

Secondo il Coordinamento, la questione relativa all’affidamento non regolare di un bene del Comune costituisce una fattispecie di reato, e quindi va punito, «su questo non si discute, ma allo stesso tempo si deve essere consapevoli che ben altre vicende avrebbero diritto di essere poste all’attenzione dell’opinione pubblica, magistratura compresa, come in effetti è stato fatto, ma solo a sprazzi».

Il riferimento è a «fatti, testimonianze, riscontri, indagini e provvedimenti cautelari (ancora in corso), che hanno reso evidente che le elezioni del 21 settembre 2020 sono state truccate, falsandone il regolare esito».

Il Coordinamento denuncia una «assurda cappa di silenzio» e chiama in causa Prefetto e istituzioni, dai quali si sarebbero aspettati «maggiore collaborazione».

Per questo a “Reggio non si broglia” «non resta che nutrire fiducia nel nuovo governo a guida Giorgia Meloni che approfondisca come sia stata possibile una falla così grave nella macchina elettorale». 

«Fate chiarezza su ciò che è avvenuto due anni fa dentro decine di seggi elettorali ed all’interno della macchina burocratica e politica di palazzo San Giorgio – è l’appello -. Non si lasci impuniti e a passeggio per la città tutti coloro che si sono resi protagonisti di comportamenti criminali».

«Può governare – si domanda il Coordinamento – una parte politica che ha avuto l’ardire di truccare le elezioni godendo di migliaia di voti irregolari a favore? Ma davvero a pagare per tutto ciò saranno solo la Reggio onesta e mal governata da degli abusivi? E’ gravissimo non tutelare, politicamente ancor prima che giudiziariamente, le regole della Democrazia».

D’altra parte, «alterare le elezioni rappresenta il passo senza ritorno che genera la sfiducia totale dei cittadini nelle Istituzioni ed il viatico per generare in chi governa una Città l’idea che tutto sia, impunemente, concesso come nella vicenda Miramare; una vicenda che ha coinvolto tutto palazzo San Giorgio e che pur non connessa con l’evento Brogli si può inquadrare un modus operandi di certa politica che in questi anni ha operato in spregio alla norme basilari dello Stato sulla pubblica amministrazione».

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