martedì,Dicembre 6 2022

Gioco d’azzardo, Bruni: «Sì a proposta di legge è colpo di mano della maggioranza»

La capogruppo del Misto in consiglio regionale: «Il rischio è perdere gli strumenti previsti per i Servizi per le dipendenze delle Asp»

Gioco d’azzardo, Bruni: «Sì a proposta di legge è colpo di mano della maggioranza»

«Con un colpo di mano la maggioranza ha approvato in Prima Commissione la proposta di legge sul gioco d’azzardo. Sorprende, ma non più di tanto, vista la scarsa sensibilità mostrata dal centrodestra in questa Regione sul gravissimo problema della ludopatia». Così il capogruppo del Gruppo Misto del Consiglio regionale, Amalia Bruni.

«La proposta di modifica dell’art 16 della legge 9 del 2018 “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”- aggiunge Bruni – aveva fatto in precedenza i passaggi solo in alcune Commissioni consiliari (ma non in quella del Bilancio e neppure in quella della Sanità), dove sono stati auditi, tra gli altri, anche le associazioni “Mettiamoci in gioco” ed “Avviso Pubblico”.

Il problema che abbiamo posto fin dall’inizio della discussione è serio e i dati su questo fenomeno sono apparsi a tutti gravi e allarmanti. Durante le audizioni sono state sottolineate con puntualità le criticità e le conseguenze negative che scaturirebbero dalle modifiche che sono state proposte e poi approvate. In sostanza vengono meno quei vincoli previsti dalla legge per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, è stata inviata, alle Commissioni regionali competenti, la documentazione del Piano regionale sul gioco d’azzardo patologico approvato dalla Regione e dove si evince chiaramente che sono previsti i finanziamenti che spettano alle 5 Asp calabresi (circa 1,5 mln di euro l’anno) da utilizzare per il contrasto delle Dipendenze patologiche.

Modificando l’articolo di legge, che è il senso della proposta presentata dalla maggioranza, si viene meno all’accordo preso in Conferenza Stato Regioni e si rischierebbe di perdere gli strumenti previsti per i Servizi per le dipendenze delle Asp e questo sarebbe davvero gravissimo.

La domanda che mi pongo – dice ancora Amalia Bruni – è perché tutta questa fretta visto che si dovevano ascoltare ancora altri soggetti che potevano portare il loro contributo alla discussione in atto. Fretta nell’approvazione e la sordità alle numerose sollecitazioni che abbiamo fatto, solo per cancellare gli accordi presi in passato, o per favorire altri interessi? I cittadini meritano una risposta, non possono essere presi in giro, e per questo non ci fermiamo. Faremo sentire la nostra voce in Consiglio regionale”.

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