martedì,Dicembre 6 2022

“Reggio è morta”, Ancora Italia si sgancia: «Protesta anonima e potenzialmente falsa»

Per il coordinatore regionale Modafferi la classe politica è morta da tempo: «Servono serietà, onestà e trasparenza»

“Reggio è morta”, Ancora Italia si sgancia: «Protesta anonima e potenzialmente falsa»

«Troppe ambiguitá. La cittá oggi ha bisogno di prese di posizione chiare ed oneste, di trasparenza, non di iniziative anonime, che si vuol far passare per spontanee».

Così, in una nota, il Coordinamento cittadino di Ancora Italia che, con il coordinatore regionale Giuseppe Modafferi, si è riunito nei giorni scorsi per valutare se partecipare alla manifestazione di protesta contro l’attuale amministrazione comunale per sabato prossimo 26 novembre, «organizzata non si sa da chi».

Proprio questo il punto dirimente della questione. Per i vertici di Ancora Italia «appare alquanto anomalo che dal nulla si organizza una manifestazione dal titolo funereo “Reggio è Morta”. A nostro avviso – rilanciano – Reggio è viva, è la classe politica attuale di maggioranza e minoranza che è morta da tempo».

Per Modafferi un aspetto importante è il fatto che nella locandina non siano riportati gli organizzatori della manifestazione – «aspetto irrituale» scrive – suscitando perplessità. «Perché i partiti di minoranza, trionfanti alle politiche, forti del loro trionfo, non organizzano la protesta di piazza, mettendo le bandiere e la faccia?» si domandano da Ancora Italia che contesta anche l’elenco di problematiche legate ai disservizi poste alla base della protesta senza però «nessuna menzione alle condanne subite, alla incapacità amministrativa dimostrata, alla questione morale e di legalità».

Ancora Italia non vuole insomma prestare il fianco agli esiti della manifestazione, perché ipotizzando che si registri una partecipazione massiva «chi si fa carico di esercitare eventuali pressioni sugli organi preposti a sciogliere il Consiglio Comunale? Probabilmente – aggiunge Modafferi – qualcuno, oggi defilato, tenterà di tesaurizzare il risultato, anche se non appare chiaro come». E d’altra parte qualora non ci sia il successo sperato, «la colpa ricadrà sul popolo che non è in grado ad organizzarsi e non sa fare altro che lamentarsi». Col risultato di generare l’effetto opposto che vorrebbe ispirare la manifestazione, e cioè «rafforzerebbe l’attuale Consiglio».

«Le soluzioni per poter funzionare devono essere politiche – ripete Modafferi -. Una piazza, una protesta per poter produrre effetti deve avere una base politica, una strategia ed azioni coordinate: una piazza senza la base politica rimane folklore, e la questione reggina non si risolve con il folklore».

Per lui le forze politiche reggine – partiti, movimenti civici, associazioni, sindacati – possono unirsi nello scopo di ridare dignità ad una città, ma l’unione deve essere «trasparente, organizzata, non invisibile e pilotata da mani occulte».

«L’ignoto – mette in guardia Ancora Italia – genera sospetto e a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre».

Per questo Modafferi conferma la non adesione all’iniziativa «anonima e potenzialmente falsa», ma rendendosi disponibile a dialogare con chiunque manifesti reali intenzioni a risolvere la “questione Reggio” «con serietà, onestà e trasparenza, tre valori base dei quali Reggio oggi ha bisogno».

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