martedì,Novembre 29 2022

Polistena, il Comune vince la causa sui debiti per l’energia: pagherà solo 60mila euro

Dichiarato estinto il 90% delle somme richieste a fronte di un decreto ingiuntivo che superava, tra parte capitale e interessi, un milione di euro

Polistena, il Comune vince la causa sui debiti per l’energia: pagherà solo 60mila euro

Il comune di Polistena ha vinto la causa che lo vedeva contrapposto alla Banca Farmafactoring Spa che gli chiedeva il pagamento di 819.484 euro, quale cessionaria di debiti per capitale e interessi in origine facenti capo a Eni Spa, Edison energia Spa, Hera Comm Srl ed Eni gas e luce Spa, maturati in esecuzione di contratti di fornitura intervenuti tra il Comune e le stesse società.

Valutate le richieste delle parti, il giudice del Tribunale di Palmi ha così stabilito che «deve ritenersi fondata l’eccezione sollevata dal comune di Polistena», che di fatto contestava il credito ingiunto appellandosi anche alle  varie cessioni del credito intercorse nel 2015 e nel 2016 con Eni e Edison, sostenendo che «il comune di Polistena è tenuto al pagamento di 59.563 euro vantati da Banca Farmafactoring Spa, in ragione delle cessioni stipulate da quest’ultima rispettivamente con Hera Comm Srl ed Eni gas e luce, attesa l’assenza di contestazioni su tali rapporti. Pertanto il decreto ingiuntivo deve essere revocato e il comune di Polistena deve essere condannato al pagamento in favore di Banca Farmafactoring solo del complessivo importo di 59.563 euro, oltre gli interessi come da domanda».

Il sindaco Tripodi: «Una vittoria»

La notizia è stata accolta con gioia dal sindaco Michele Tripodi, che ha spiegato nel dettaglio la vicenda, «collegata a presunti crediti derivanti dal consumo di energia elettrica ceduti dalle multinazionali erogatrici alle società di factoring che usano tali crediti gonfiandoli di spese e interessi non dovuti per cartolarizzazioni o altre speculazioni finanziarie».

Il primo cittadino ha raccontato che «a fronte di una richiesta che superava, tra parte capitale e interessi, la somma di 1 milione di euro, la straordinaria notizia è che il giudice ha dichiarato estinto il 90% delle somme richieste poiché cedute illegittimamente in quanto formalmente contestate dal Comune. Il comune di Polistena dunque, non dovrà liquidare alle società di factoring oltre 1 milione di euro bensì solo le somme delle cessioni non contestate, per un totale di quasi 60.000 euro oltre interessi.

È un’altra grande vittoria – ha affermato – che abbiamo messo a segno nei confronti di chi, come le grandi multinazionali dell’energia, pensa di poter mettere in ginocchio gli enti pubblici e le comunità locali facendo non solo lievitare i prezzi al consumo, ma attivando una serie di speculazioni a catena sulle difficoltà degli enti, spesso non in grado di far fronte con i propri bilanci esigui all’aumento delle bollette o ai regimi di salvaguardia imposti dal libero mercato».

La denuncia in Procura

Tripodi ha poi raccontato che «poco prima della conclusione del mio secondo mandato di sindaco e dinanzi a questo gioco che col tempo diventa “giogo” di usura legalizzato, mi recai in Procura per sporgere denuncia contro questo capitalismo speculativo che viene fatto pagare indirettamente, sempre e comunque, ai cittadini verso cui gli Enti locali sono responsabili di garantire servizi fondamentali. Basta vedere le nostre strade sempre dissestate per via di lavori giustificati dalle leggi nazionali che obbligano i comuni a dare le concessioni e i permessi per l’efficientamento delle reti della grande distribuzione.

La sentenza di oggi è per il comune di Polistena una seconda vittoria. Già in passato con l’introduzione del canone patrimoniale non ricognitorio siamo riusciti a far pagare alle società di distribuzione dell’energia somme importanti incassate dal comune resistendo ai ricorsi e prevalendo nei giudizi quando nessuno – sottolineo nessuno – pensava che potessimo vincere. Da solo praticamente, contro il parere di molti, ho deciso di non cedere ai ricatti di chi pensava di poter mettere alle corde il Comune di Polistena con troppa facilità.
Posso quindi dire che questa è un’altra, ulteriore, nostra vittoria che avrà conseguenze positive sulla comunità di Polistena. Poiché, oltre a non dover sborsare somme esose dalle casse comunali, dal prossimo consuntivo sarà alleggerito il fondo contenzioso dando maggiori spazi di manovra sul bilancio previsionale.

Mi auguro – ha concluso il sindaco – che la battaglia di Polistena, la nostra battaglia, culminata in una sentenza storica possa costituire un precedente, un esempio per tanti altri comuni che si trovano nella stessa o forse anche in situazioni peggiori, messi alle corde da un capitalismo senza scrupoli che ignora le condizioni sociali delle persone e quelle globali di un tempo strano e difficile. Ringrazio infine l’avvocato Rosa Sgrò che si è costituita in difesa del comune e che ha contribuito con dedizione e impegno a ottenere questo grande risultato».

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