lunedì,Febbraio 26 2024

Comune di Reggio, la mozione sull’autonomia differenziata spacca il consiglio

Il presidente Marra annuncia sul tema un civico consesso aperto a parlamentari e regionali. Brunetti: «È il prezzo da pagare per non far cadere il governo»

Comune di Reggio, la mozione sull’autonomia differenziata spacca il consiglio

Tra i punti all’ordine del giorno, chiusura infiammata per il consiglio comunale di Reggio con la mozione “autonomia differenziata ex art. 116, c. 3, cost.”. Ma il presidente Enzo Marra preannuncia un consiglio comunale aperto sul tema. La mozione proposta da Antonio Ruvolo passa con 15 voti favorevoli, un astenuto e 6 contrari.

«Abbiamo intenzione di approfondire il tema rispetto all’impatto che ha già avuto la riforma Calderoli uno – apre il promotore Ruvolo – che ha prodotto enormi difficoltà e sperequazioni nei confronti degli enti locali del Sud. Sono stati tanti gli appelli sullo Svimez che ha lanciato l’allarme e siamo preoccupati non tanto per l’applicazione del regionalismo differenziato, ma per l’incertezza con cui si è intrapreso questo percorso per gli aspetti economici. Abbiamo espresso le nostre perplessità e ci agganciamo al testo di un comitato di costituzionalisti calabresi, poco contestabile e con un punto di vista adottato da chi studia la materia».

La svendita della Calabria

Per Carmelo Versace «Tempi e modi messi in campo non vanno bene. Quanto chiede Occhiuto è già stato stabilito e votato nella legge Finanziaria. Non vedo quale partita sia aperta dunque se già sono previsti i livelli essenziali di prestazioni e qui nell’assunto delle spesa storica come possiamo superare il gap rispetto ad altre regioni.

Non vorrei che il ponte non fosse una mancetta per farci stare in silenzio rispetto all’autonomia differenziata. Sapete che c’è una cabina di regia di 38 giuristi ed economisti che in pochi mesi dovranno portare determinazioni al governo, se non dovessero riuscire a portare una sintesi, ministro e capo del governo nominano un commissario ad acta che dovrà decidere. È una follia non di una parte politica, ma qualcosa che dovrebbe cambiare epocalmente il modo di intendere il sistema regionale.

Mi dispiace che Occhiuto abbia svenduto la Calabria nonostante ci siano rappresentanti anche del suo partito che hanno annunciato battaglie rispetto ad autonomia differenziata. È una svendita del sud a favore di un nord che continua a conquistare pezzettini dell’Italia».

La discussione

«Fratelli d’Italia è in linea col governo per correggere storture su cui si basa il rapporto tra Stato e Regioni. Era già uno dei punti dell’agenda Draghi e nei passati governi, come Gentiloni» spiega Demtrio Marino.

«È un disastro – aggiunge Saverio Pazzano – che deriva dal disastro padre che è la riforma del titolo V, di 22 anni fa, disastro a cui governi di sinistra non hanno saputo porre riparo. Ci vuole un “no” netto e definitivo all’autonomia differenziata che non può essere aggiustata. Questa terra diventa colonìa, vengono arate terre elettorali per chi decide da Roma. Non può essere sufficiente una tessera di partito per dire “fate e poi aggiustiamo”».

«Un patto segreto sulla pelle dei reggini, vuoto di contenuti. Per il mio gruppo è un no netto all’autonomia differenziata, una proposta che lascia il Sud al proprio destino» aggiunge il capogruppo del Pd, Giuseppe Sera.

Ripepi, annuncia la sua astensione, ed evidenzia che era una discussione da fare all’inizio: «Non è uno spirito secessionista, c’è un tentativo legittimo di modificare il titolo V. È giusto delegare funzioni ai territori».

Per Giuseppe Giordano «Si fanno passi ancora più indietro rispetto al titolo V. È impensabile che materie come sanità e istruzione subiscano una deriva non incardinata nei poteri dello Stato. Sono a favore della mozione fotografa e circoscrive le carenze di base e i correttivi da introdurre».

Per Minicuci: «La sinistra critica ma non dice qual è la propria visione per dare attuazione alla Costituzione. Non c’è una linea, non avete idea. Uno Stato accentratore va bene in un’economia chiusa ma non per un’economia che deve competere a livello internazionale». Burrone sottolinea che «con l’autonomia saranno colpite le fasce più deboli». Milia spiega che il governo Occhiuto «voterà una volta solo una volta raggiunti i livelli essenziali delle prestazioni, quando saranno destinati alle Regioni 80 miliardi». Latella: «Da un governo a guida Meloni mi sarei aspettato un piano per ridurre il divario tra nord e sud. Si deve votare no a una riforma contro il Mezzogiorno d’Italia»

La tassa da pagare alla Lega


Il sindaco ff Brunetti, sostenendo pienamente ma virtualmente la mozione (non ha diritto al voto), infine precisa «Mi verrebbe da dire che tutti abbiamo un po’ ragione. Io ce l’ho col governo che ho sostenuto nel 2001. L’autonomia differenziata è una barbarie nei confronti del Sud e del meridione, è il prezzo da pagare per non far cadere il governo. La tassa da pagare alla Lega. Desta perplessità che la Regione dica che si tratta di una delle migliori cose fatte dal governo Meloni perchè non c’è conoscenza di ciò che si sta facendo o a qualcuno è stato imposto cosa dire. Sui lep, avete idea di quanto costi portare ai livelli del nord la nostra spesa? Non lo sa nemmeno il governo. La risposta potrebbe essere una perequazione della situazione. Questa cosa non si farà mai. Da vent’anni si aspettano i lep. Invito i parlamentari a venire qui a spiegare cos’è l’autonomia differenziata e in che tempi sarà attuata».

Nominati i consiglieri Giuseppe Sera (15) e Guido Rulli (11) come dei componenti della commissione per l’aggiornamento degli albi dei giudici popolari delle corti d’assise e delle corti di assise e di appello. Il punto relativo a “Le modifiche al regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari è stata ritirata per problemi tecnici, così come quella sul “Ripristino nella legge di bilancio del contributo affitti e del fondo per la morosità incolpevole“.

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