lunedì,Maggio 27 2024

Dibattito sull’autonomia differenziata a Polistena, Tripodi: «Laboratorio di unità di lotta»

Il sindaco: «Se attuata priverà di risorse il Sud e la Calabria ma tutto questo può essere ancora fermato»

Dibattito sull’autonomia differenziata a Polistena, Tripodi: «Laboratorio di unità di lotta»

“Autonomia differenziata: fermare la secessione dei ricchi è dovere civile” è stato il tema dell’incontro svoltosi ieri pomeriggio a Polistena, che ha visto la partecipazione, oltre che del sindaco Michele Tripodi – che ha fortemente voluto l’evento – anche il sindaco metropolitano Carmelo Versace, i primi cittadini di Catanzaro e Crotone Nicola Fiorita ed Enzo Voce, la consigliera regionale Amalia Bruni, i docenti dell’Unical Silvio Gambino e Walter Nocito, il professore emerito dell’Università “Federico II” di Napoli Massimo Villone, la docente dell’Università di Catanzaro Monica Nardi e il segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato. Al centro del dibattito, il tanto discusso ddl Calderoli approvato dal governo Meloni lo scorso 2 febbraio.

«Un tavolo qualificato che può rappresentare un laboratorio di unità di lotta sui temi che riguardano diritti, lavoro, sanità, istruzione, oggi attaccati da un governo a trazione nordista», ha definito l’incontro il sindaco Tripodi a margine del dibattito, che ha visto la partecipazione di una numerosa platea. «A Polistena – ha continuato – abbiamo avviato un esperimento che può unire le forze per una battaglia che dovrebbe essere condotta dal territorio e non dall’appartenenza politica di ognuno. Su questo dovremo convincere il governatore della Calabria Occhiuto che in modo troppo superficiale ha detto sì allo schema di ddl sull’autonomia, oltretutto senza discuterne con nessuno».

Il primo cittadino ha spiegato che nel corso del dibattito, «che ha visto la partecipazione attenta di numerosi cittadini, abbiamo sviscerato tutti gli aspetti normativi e politici insieme alle conseguenze economiche e sociali dell’autonomia differenziata che, se attuata, priverà di risorse il Sud e la Calabria, aumentando il divario tra territori ricchi e territori poveri, tra Nord e Mezzogiorno. C’è in gioco l’uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini italiani che nascono in regioni diverse e che spesso, per non avere servizi o occupazione, devono emigrare per sopravvivere. Tutto questo può essere ancora fermato. Siamo ancora in tempo.

Il comitato per la democrazia costituzionale sta raccogliendo le firme per un disegno di legge costituzionale che congeli gli effetti della riforma del titolo V approvata nel 2001 che autorizza l’autonomia differenziata. Possiamo firmare entro il 30 aprile. Ringrazio tutti i partecipanti, tutti presenti senza alcuna defezione – ha concluso Tripodi- segno che la nostra citta è stimolo e guida per nuove battaglie. Spero davvero che il momento di Polistena sia un punto di inizio, una trazione in direzione ostinata e contraria al progetto di autonomia differenziata, per l’ennesima battaglia di civiltà che innanzitutto è battaglia a difesa della dignità del popolo meridionale e della Calabria».

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