venerdì,Aprile 19 2024

Centrodestra impalpabile e Falcomatà ancora “affidabile”: la partita per Reggio comincia adesso

Secondo un recente sondaggio la fiducia nel sindaco sospeso è al 20%, e quella di Cannizzaro all’8%. Ma fuori dal Palazzo c’è una città che vuole, e deve, ripartire

Centrodestra impalpabile e Falcomatà ancora “affidabile”: la partita per Reggio comincia adesso

Fermi tutti. Perché il 59% dei calabresi si dichiara soddisfatto della qualità della vita nella nostra regione. Un dato per certi versi sorprendente, e che va naturalmente preso con le pinze, se si tiene conto del vissuto quotidiano e delle difficoltà che la nostra terra affronta giorno dopo giorno. Di questo 59% il 25% assegna un voto da 8 a 10, mentre il restante 34% dà la sufficienza, per una media voto del 6,25%.
Come riportato da LaC News 24, nel periodo che va dal 26 aprile al 2 maggio, l’Istituto Emg ha intervistato 6532 calabresi per capire la percezione della qualità della vita e la fiducia nei leader politici calabresi. Le due cose sono strettamente collegate, come dice Fabrizio Masia, amministratore delegato di Emg e volto noto delle tv nazionali, perché «la qualità della vita dipende molto dalle politiche pubbliche che si riescono a mettere in campo».

Il dato reggino

Nella provincia di Reggio Calabria però il dato del voto medio alla qualità della vita scende al di sotto della sufficienza, attestandosi al 5,58%. In sostanza i reggini che hanno assegnato la sufficienza sono il 26% e solo il 18% sente di vivere in maniera soddisfacente (voto tra 8 e 10) nella nostra Regione. Dove, peraltro, tra i diversi politici, Roberto Occhiuto giganteggia sia sotto il profilo della conoscenza (l’88% degli intervistati) sia di fiducia (45%). È un fatto comunque che, su base regionale, il giudizio sulla qualità della vita sia insufficiente (5,69%) per chi si è professato di destra – centrodestra e sufficiente (6,35%) per chi si è dichiarato di sinistra- centrosinistra.
Il che potrebbe voler significare che il popolo di centrodestra al di là del leader indiscusso Occhiuto, non riconosca altri leader. Se non i sindaci che nel corso del tempo stanno acquistando sempre maggiore importanza nel rapporto con i cittadini. Nella classifica ce ne sono tre: Giuseppe Falcomatà, Franz Caruso e Nicola Fiorita.

Falcomatà conosciuto e affidabile

Tra i reggini, la mini classifica si restringe a 3 personalità differenti tra loro: Giuseppe Falcomatà, Nicola Irto e Francesco Cannizzaro. Esattamente in questa posizione. Un podio insomma composto da politici con percorsi e vicende personali del tutto differenti tra di loro. Un sindaco, un senatore e un deputato.
Il sindaco sospeso della città di Reggio Calabria è di gran lunga il più conosciuto tra i suoi colleghi, secondo soltanto a Roberto Occhiuto (88%), con il 43%. Anche se coloro che dicono di conoscerlo abbasta bene sono soltanto il 12%, mentre il 30% “per sentito nominare”.

Ma è il dato sulla fiducia che deve fare riflettere, perché Falcomatà nonostante le beghe politiche e i guai giudiziari, è ritenuto “affidabile” per il 20% degli intervistati, anche in questo caso secondo solo al presidente della Regione che gode del 45% del fattore fiducia da parte dei calabresi.
Oltretutto i dati numerici su “conoscenza” e “fiducia” in Falcomatà sono raccolti in maniera equidistante, e cioè provengono da cittadini che si sono dichiarati di centrodestra (22%) e di centrosinistra (23%). Per chi si è dichiarato di centro, la percentuale arriva al 30.

Nulla può, nei confronti di Falcomatà, neanche il ritrovato amico Nicola Irto che nel corso dello scorso anno ha compiuto il grande salto, diventando prima segretario regionale del Partito democratico e dopo senatore.
Per lui il dato della conoscenza di ferma al 23% (8% abbastanza bene e 15% per sentito nominare), e quello della fiducia solo al 10%. Anche in questo caso poca differenza tra chi si è dichiarato di centrodestra (13%) e chi di centrosinistra (14%).

Per certi versi inaspettato il risultato che riguarda il vice capogruppo di Forza Italia alla Camera Francesco Cannizzaro. Secondo il sondaggio il politico di Santo Stefano in Aspromonte è conosciuto solo dal 20% degli intervistati (5% abbasta bene e 15% per sentito nominare). Ma nel suo caso scende all’8% il dato della “fiducia”. Un dato però netto nella sua composizione in quanto ritenuto affidabile dal 13% di cittadini di centrodestra e solo dal 5% dei cittadini dichiaratisi di centrosinistra.

Tra centrosinistra e centrodestra c’è la città

Al di là dell’aderenza dei risultati dei sondaggi alla realtà, molto complessa, dei nostri territori, il dato si presta ad una riflessione e pone dei quesiti. I tre reggini in classifica si contraddistinguono per avere delle personalità ben definite e per i ruoli, prestigiosi, che ricoprono. Eppure, colui che in questo momento è costretto ai box, sospeso, e senza incarico da più di un anno, svetta nella mini classifica staccando di gran lunga gli altri due.

Un dato utile a Falcomatà, che sta aspettando il via libera, se e quando arriverà in primis dalla Corte di Cassazione, per rimettersi in gioco, recuperare il terreno perduto (anche in termini di popolarità) e rilanciarsi nell’agone politico locale e nazionale. Sintomo anche che il sindaco sospeso sta lavorando bene dietro le quinte, ma non solo. Anche grazie al ritrovato rapporto con il segretario regionale Nicola Irto con il quale si è accompagnato negli appuntamenti elettorali (comprese le Primarie) e negli incontri sui grandi temi (Autonomia differenziata su tutti).

Dall’altra parte c’è Francesco Cannizzaro, deus ex machina del centrodestra reggino, e guida indiscussa di Forza Italia a queste latitudini. Il suo dinamismo e la sua comunicazione sembrano avere poca presa sui cittadini intervistati. È chiaro che il dato, comunque parziale per forza di cose, non può essere esaustivo, ma certamente è indicativo della condizione del centrodestra che non può cullarsi sull’idea di un popolo, quello reggino, scontento delle vicende politiche cittadine. Sarebbe un errore imperdonabile pensare che il “secondo tempo” chiuda la partita di Falcomatà e del centrosinistra. Un errore già compiuto alle ultime elezioni comunali.

Il centrodestra deve invece lavorare ancora per ritrovare centralità nel dibattito politico cittadino. Deve anch’esso riconquistare la fiducia dei cittadini che, diciamocelo francamente, non hanno grandi notizie sull’opposizione di Palazzo San Giorgio.
Entrambi però devono guardarsi da quel civismo che i partiti, pur nascondendosi dietro il dito, hanno da sempre provato ad azzoppare. C’è già chi si propone e chi lavora cercando una via di fuga dalla partitocrazia. Un movimento non ancora maturo e sconfitto alle urne alle ultime elezioni. Nel mezzo c’è già una città che dimostra, anche se ancora troppo timidamente, di voler partecipare alla cosa pubblica, trovandosi troppo spesso la strada sbarrata dai grandi partiti, dalle grandi ideologie, e dai soliti buoni propositi che naufragano in personalismi e frizioni inutili.

La città dopo le tante vicissitudini a cui è stata costretta dalla classe politica attuale, è stanca e vuole entrare dentro il Palazzo. I partiti mettano in pratica l’istituto della partecipazione che spesso decantano, altrimenti saranno dolori politici per tutti.

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