mercoledì,Maggio 31 2023

Ponte sullo Stretto, l’esperto: «Follia con progetto inesistente, ci stanno prendendo in giro»

Per il professor Gattuso è tutto «fumo negli occhi» mentre Salvini continua ad annunciare date e costi che sono «raddoppiati in poco tempo»

Ponte sullo Stretto, l’esperto: «Follia con progetto inesistente, ci stanno prendendo in giro»

«Non è più una questione di contrapposizione generica. Qui la questione è molto più seria». Ad interrogarsi sulla necessità di costruire la mega opera del Ponte sullo Stretto è stato il professore Domenico Gattuso.

Organizzato dalla rete No Ponte calabrese, l’incontro informativo è stato ospitato a palazzo San Giovanni dove, l’amministrazione, continua a non prendere posizioni ideologiche fino a quando non si conoscerà il progetto. Intanto l’esperto non ha dubbi e ha stigmatizzato l’operato del ministro Salvini come «folle».

I tempi

E la prima macro questione posta sotto i riflettori è relativa alla tabella di marcia dettata dal ministero. «Si sta andando troppo velocemente. Si va avanti ma con le idee che non sono chiare. Un progetto che non esiste ancora e un progetto che risale al 2011. Quel progetto andrà rivisitato, i tempi saranno molto più lunghi di quello che si può immaginare».

I finanziamenti inesistenti

E non poteva mancare un chiaro riferimento a un fattore che ha già sollevato non poche polemiche. «Un altro elemento importante da considerare è che non c’è un euro stanziato. Né sul PNRR né su altri fondi. E quindi di che cosa stiamo parlando? Per altro la Commissione Europea ha stabilito norme molto severe che riguardano i nuovi progetti di cui nel vecchio progetto del ponte non si teneva conto. Ci sono dei parametri di sostenibilità e parametri che devono tener conto anche della crisi in atto che non sono stati considerati».

La «presa in giro» della Lega

Il giudizio sull’operato di Salvini non è benevolo e per Gattuso si tratta di una credibilità minata nel tempo. «Personalmente penso che Salvini non sia credibile. Lo dovrebbero capire i calabresi perché ha fatto tante di quelle cose che sono sui giornali, che tutti conosciamo. Come per esempio l’aver dirottato i fondi che erano destinati alla SS 106 per coprire le quote latte degli allevatori del Nord in tempi non sospetti. Qualche anno fa era contrario al ponte e lo diceva in tutte le salse. Se la prendeva con i meridionali poi stranamente si è svegliato».

I costi lievitati

Un’opera che, ancora solo a pensarla è costata una cifra impressionante che, come ci ha spiegato l’esperto, è destinata a triplicare. «Un’altra cosa strana è che nell’arco di tre mesi il valore del costo dell’opera è lievitato. È partito con 6 miliardi di euro. Un mese dopo ha detto che ne servivano 7 e siamo arrivati a 13. Adesso ha aggiunto un altro miliardo e 100 per le opere ferroviarie di allaccio. Siamo a 14 miliardi e mezzo e se continua così costerà 100 miliardi tra un mese. Cifre raddoppiati nell’arco di tre mesi vuol dire che questo signore non ha idea di che cosa sta parlando».

La favola del ponte che non c’è

Si farà o continueremo solo a parlarne? Su questo il professore ha un’idea chiara. «Ho l’impressione che non si fare. Si sta facendo fumo ad arte. Inventano delle chimere come quella relativa alla ferrovia alta velocità in Calabria. Si parla addirittura di 23 miliardi. In pratica ci stanno prendendo in giro. Quando ci sono opere fattibili, abbordabili cheti possono fare rapidamente e purtroppo non si fanno».

Distrazione di fondi

«Bisognerebbe riflettere e investire nelle condizioni di mobilità in cui viviamo. Nelle strade, le ferrovie che non funzionano. Vogliamo le cose che servono che realmente serve alla nostra comunità. Visto che ci hanno destinato 15 miliardi di euro devono restare in Calabria e in Sicilia, non li dovete toccare perché altrimenti il gioco è cattivo. Già in passato 600 milioni destinati al ponte sullo stretto sono andati altrove. Mi domando perchè decidere dall’alto e non fare un referendum coinvolgendo i cittadini. Il tutto sapendo che poi non ci arriverà nulla anche perché non va dimenticato la partita in gioco sull’autonomia differenziata. Credete ancora a Salvini? Io no».

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