venerdì,Luglio 19 2024

Calendiani a Reggio, le avances di Versace al Pd reggino che gioca a nascondino: e Brunetti si smarca da Renzi  

Con la venuta del leader si delinea la strategia del partito che si pone quale attrattore per lo sterminato universo dei moderati e non solo. Denisi e Graziano annunciano novità nei prossimi mesi

Calendiani a Reggio, le avances di Versace al Pd reggino che gioca a nascondino: e Brunetti si smarca da Renzi  

«Persone ragionevoli» che appartengono alla tradizione riformista di sinistra alla tradizione della Democrazia cristiana, al partito socialista, e al partito repubblicano. Sono quelle evocate da Carlo Calenda che ha aperto le porte di Azione nel corso del blitz reggino di Largo Colombo. Una visita al limite tra la campagna elettorale e la campagna acquisti, anche in vista delle prossime europee del 2024, che poi di fatto e nei fatti coincidono.

Una visita, quella del leader pariolino, che delinea la strategia del partito che forse anche in anticipo rispetto ad altri, vuole proporsi non solo come attrattore di un universo moderato, e sterminato, che va dai socialisti ai liberali, dai cattolici ai popolari, ma anche quale alternativa ai due poli che vivono ognuno per le proprie ragioni un momento di difficoltà.

Il senatore Marco Lombardo, che ha di fatto le redini del partito a livello regionale, ha chiarito che la presenza del leader è in sostanza «un investimento politico sul sud e sulla Calabria». D’altra parte per lui offrire un’alternativa «è un messaggio politico nazionale» in piena regola. Che ai tanti amministratori accorsi all’appuntamento di Largo Colombo suona come il coinvolgimento della Calabria in «un nuovo protagonismo».

Per il momento, Azione, a livello regionale segue le orme di Occhiuto, con i fidi Francesco Denisi e Giuseppe Graziano che giurano lealtà al presidente. Ma Lombardo pur apprezzando ha voluto che non fosse tutto così scontato: «Il presidente Occhiuto so che gode di consenso tra i cittadini, so che sta portando avanti dei temi importanti – ha detto rispondendo alle nostre domande -. Abbiamo la necessità di far si che queste attività, queste promesse vengano realizzate in pratica. Perché su questo che si viene misurati. La Calabria veniva da una situazione complicata, ora c’è bisogno, a mio avviso, di garantire continuità e stabilità all’azione amministrativa».

Aiuti alle imprese e no all’Abuso d’ufficio

Una linea che serve ad Azione anche per accreditarsi tra i tanti amministratori che hanno visto in Calenda un nocchiero a cui affidarsi anche in vista delle europee del 2024, che sicuramente segneranno uno spartiacque per diverse formazioni politiche.

Del resto, gli argomenti utilizzati, camminano sulle orme del leader. Sarà il sindaco facente funzioni della Città metropolitana, Carmelo Versace, ad aggredire il tema delle interdittive antimafia, ponendo Azione concretamente al fianco delle imprese e degli imprenditori. E quando Calenda ha escluso qualsiasi ipotesi di riproposizione di un campo largo con i cinquestelle, certificando le distanze con Matteo Renzi e Italia Viva, non nominando mai la Schlein, spetta ancora a Versace strizzare l’occhio al Partito democratico, che comunque affidandogli la guida della Città Metropolitana in assenza di Giuseppe Falcomatà, ha necessariamente instaurato un rapporto anche personale oltre che politico con il facente funzione.  

D’altra parte non sarà sfuggito a nessuno che in sala era presente praticamente quasi tutta l’amministrazione comunale reggina, insieme al segretario regionale dem Nicola Irto e al provinciale Antonio Morabito. Gli assessori Rocco Albanese e Mimmetto Battaglia. Addirittura, c’era anche l’altro facente funzione, il dirimpettaio che abita Palazzo San Giorgio dallo stesso momento in cui lo fa Versace a Palazzo Alvaro. Al di là della cortesia istituzionale, dettata forse da un invito, Paolo Brunetti, partecipando senza intervenire, neanche per i saluti, ad una chiara convention di partito, dimostra così di volersi smarcare definitivamente da Renzi e da Italia Viva, con cui i rapporti sembrano languire da tempo, e verso cui certamente Calenda non è stato tenero, escludendo qualsiasi ipotesi di riavvicinamento.

Ma in sala hanno fatto capolino anche Demetrio Naccari Carlizzi, e nelle retrovie, quasi nascosto, ma non tanto, anche Nino De Gaetano, sostenitore di Antonio Billari, consigliere regionale eletto nel Pd, che però non c’era. D’altra parte non è un mistero il rapporto che lega De Gaetano a Giuseppe Ferrandino eurodeputato calendiano, presente anche lui alla convention reggina.

Insomma, presenze, muscoli dem messi bene in mostra, e alleanze future da costruire e limare, politicamente parlando l’hanno fatta da padrone. 

E non è un caso se è ancora il leader di Azione a sviscerare – collegandolo ai ritardi dei bandi del Pnrr – il tema dell’abuso d’ufficio che ha condannato ad una lunga sospensione il sindaco Giuseppe Falcomatà: «Siamo d’accordo col governo sull’abolizione dell’abuso d’ufficio – ha detto Calenda – sennò la gente non firma e non li manda avanti i bandi. Perché? Perché ha paura di prendersi un rinvio a giudizio, e quelli sono soldi che devi tirare fuori tu, carriera rovinata, la tua faccia sui giornali, e quindi quello che diciamo è levate l’abuso d’ufficio perché non possiamo fare 155 mila bandi e contemporaneamente indagare gente che poi nel 90% dei casi viene assolta».

«Vicini» alla formazione del Gruppo a Palazzo Campanella

Intanto però a Palazzo Campanella i due consiglieri Denisi e Graziano continuano a tessere la tela. Al momento sono in due sotto le insegne di Azione ma non possono formalmente formare un gruppo consiliare perché ci vuole almeno un altro consigliere. Le manovre sono tuttora in atto e le interlocuzioni sono state avviate già da tempo con consiglieri che ad oggi siedono sugli scranni di FI, M5s e appunto Pd. 

In tal senso Denisi non si nasconde: ««Posso dire che siamo vicini alla formazione di questo gruppo, ovviamente non abbiamo fretta perché la nostra attività politica prescinde dal fatto amministrativo di costituire un vero gruppo consiliare perché con il consigliere Graziano siamo un tutt’uno e agiamo all’unisono, in piena sintonia».

In corso, ha ammesso dal canto suo Graziano, ci sono con il segretario nazionale incontri specifici con tanti amministratori che «hanno voglia di partecipare a questo grande progetto di questo grande partito moderato». 

«In consiglio regionale – ha concluso il consigliere regionale – è chiaro che ci sono delle relazione e dei sviluppi che possono esserci da qui ai mesi prossimi, però c’è una prontezza maggiore negli amministratori locali».        

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