martedì,Aprile 16 2024

Centrodestra a Reggio, prima la richiesta di dimissioni a Brunetti e poi il mutismo in consiglio

Dopo la nota corale, che non lascia dubbi sullo stato d'animo del centrodestra, suona strano l'atteggiamento collaborativo e silenzioso tenuto in consiglio

Centrodestra a Reggio, prima la richiesta di dimissioni a Brunetti e poi il mutismo in consiglio

Fila liscio il consiglio comunale, convocato d’urgenza lo scorso 28 luglio nell’aula Battaglia di palazzo San Giorgio a Reggio Calabria per discutere del regolamento Tari e di altri due punti all’ordine del giorno. Due ore per discutere dei temi: inizio previsto alle 9, procrastinato alle 10.30, ma l’appello si fa solo dopo le undici.

La quasi totalità della seduta viene dedicata alla mozione presentata dalla maggioranza con il consigliere relatore Antonio Ruvolo, e sottoscritta dai capigruppo dell’opposizione, e poi approvata all’unanimità. Ci sta se si considera che l’oggetto era l’emergenza incendi e che l’atto impegnerà la giunta a chiedere lo stato di calamità per i territori che hanno subito i danni a persone e cose causati dal fuoco.

Consiglio senza preliminari

Come mai successo prima, il consiglio comunale inizia senza discussione sulle questioni preliminari che, solitamente, vengono utilizzate per presentare, da parte dell’opposizione, tutte le questioni di attualità a cui si chiede una risposta repentina da parte del sindaco. Venerdì invece silenzio assoluto. I lettori penseranno che forse i consiglieri erano ancora provati dal consiglio notturno che il 25 luglio scorso, appena tre giorni prima, aveva portato in aula l’approvazione del Documento unico di programmazione e il bilancio previsionale.

L’opposizione di centrodestra non era affatto stanca. E il giorno successivo aveva convocato una conferenza per denunciare la presentazione di un ricorso al Tar sui documenti economici approvati poche ore prima dal civico consesso.

L’opposizione di centrodestra non era stanca perchè la mattina della convocazione del secondo consiglio ha fatto pervenire un documento con sui si difendeva l’operato della senatrice Tilde Minasi che aveva invocato l’arrivo degli ispettori del Mef per valutare la validità del rendiconto e, per questo motivo, era stata attaccata dal sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti.

Brunetti aveva risposto al fuoco senza peli sulla lingua ricordando, tra le altre cose, a Minasi: «In questi anni abbiamo lavorato solo per mettere ordine allo sfascio creato negli anni in cui proprio la Minasi era fra gli assessori più in voga nelle giunte del “Modello Reggio”, l’espressione della stessa parte politica che tanti danni ha fatto sul nostro territorio e che oggi chiede a noi chiarezza e trasparenza. Lo sanno anche a Roma, al Ministero, dove il confronto sui bilanci del Comune, a partire dal nostro insediamento, non è mai venuto meno, in un clima di costante e proficuo dialogo».

Il centrodestra quindi proprio venerdì mattina, in una lunga, unanime e articolata nota, difende a spada tratta Minasi e la sua denuncia, chiedendo le dimissioni del sindaco ff. «Questa amministrazione è fuori dal mondo, non ha idea della reale condizione in cui sono costretti a vivere i cittadini, le associazioni, le parrocchie. Brunetti dovrebbe dire la verità alla Città e subito dopo avere la dignità di dimettersi per come, insieme alla maggioranza, ha ridotto Reggio».

Ecco perchè questa nota corale, che non lascia dubbi sullo stato d’animo del centrodestra, suona strano l’atteggiamento collaborativo e silenzioso tenuto in consiglio dagli stessi consiglieri che poche ore prima avevano chiesto dimissioni al facente funzioni. Nessuno osa proferire le richieste in sede di preliminari né successivamente. Anzi si vota all’unanimità la mozione incendi e poi si va a casa come se nulla fosse.

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