venerdì,Giugno 14 2024

Pnrr, Ponte e immigrazione: il Ministro Fitto esalta il Mediterraneo e la sua centralità

Il titolare degli Affari europei presente a Santa Trada all’evento dei conservatori europei promuove l’azione del Presidente del Consiglio e rilancia: «Atteggiamento serio e responsabile»

Pnrr, Ponte e immigrazione: il Ministro Fitto esalta il Mediterraneo e la sua centralità

“L’Italia come ponte verso una regione mediterranea più interconnessa” è il tema del secondo panel pomeridiano dell’iniziativa politica dei Conservatori e Riformisti Europei in corso a Santa Trada, nel reggino, nell’ambito dell’iniziativa “Quando il Sud cresce, l’Italia cresce, l’Europa cresce”. Attesi in questa sessione pomeridiana, altri due ministri del governo Meloni – dopo Marina Elvira Calderone che questa mattina ha parlato di inclusione sociale e lavorativa -: Raffaele Fitto, titolare delle deleghe agli Affari europei e alle Politiche di coesione, e Nello Musumeci, Ministro per le Politiche del mare.
È proprio Fitto a sottolineare come l’area del mediterraneo e la sua centralità siano diventati col tempo punti centrali dell’azione dei conservatori europei e – ha aggiunto – «non è un caso che Giorgia Meloni abbia fatto di questo tema un tema fondamentale sia a livello nazionale ma anche soprattutto a livello europeo, con una serie di iniziative, non ultima la presenza congiunta con la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen in Tunisia su un tema di stringente attualità qual è quello dell’immigrazione, ma che complessivamente tende a dimostrare in modo molto chiaro quanto per noi sia centrale e vitale l’azione nel Mediterraneo».

Pnrr, Fitto: «Più che polemiche ci attendiamo dei ringraziamenti»

Ma l’occasione è troppo ghiotta per non parlare col Ministro della ormai famigerata riprogrammazione di quasi un miliardo di euro di fondi del Pnrr, che continua ad animare il dibattito politico meridionale, e non solo. Sul punto Fitto cerca di fare chiarezza ricordando che il Pnrr ha avuto al suo interno 67 miliardi di euro di progetti in essere, cioè progetti che c’erano precedentemente all’approvazione del Pnrr, e che quindi hanno due elementi di fondo molto complessi: il primo, che in questo dibattito non emerge mai, a giugno del 2026 gli interventi devono essere completati al 100% e in alternativa avviene la revoca del finanziamento; Il secondo è quello relativo all’ammissibilità e alla rendicontabilità.
«Noi abbiamo fatto un’operazione responsabile, nulla di contrario alle esigenze e agli interesse dei comuni. Anzi il contrario. Noi abbiamo messo in campo un’azione che è quella di dire: su questi progetti sui quali ci sono dei dati oggettivi che emergono, immaginiamo la possibilità, che è la proposta che abbiamo fatto alla Commissione Europea, di spostarli su altri programmi di finanziamento mantenendo il finanziamento e trovando una soluzione evitando di trovarci da qui a un anno o due, in una situazione che non ha poi una possibile alternativa. Questo lo voglio dire soprattutto perché c’è un dato che è ineludibile: il decreto di finanziamento del Ministero dell’Economia e Finanza del Pnrr non è mai stato messo in discussione, quindi i progetti vanno avanti regolarmente. Al momento dell’approvazione della nostra proposta ci sarà la soluzione alternativa dal punto di vista della finanziabilità del progetto».
Non esiste quindi per il Ministro un pericolo più o meno concreto per la Calabria o per altre regioni del Mezzogiorno relativamente ai progetti in essere, anche perché, ha spiegato Fitto «la Calabria è come le altre regioni d’Italia nel senso che interventi del genere non sono per regione, ma sono per tema, e queste tematiche e riguardano trasversalmente tutti i territori nazionali. Quindi quello che vale per la Calabria vale per le altre regioni d’Italia e da parte nostra c’è un atteggiamento come serio e responsabile. Quindi più che polemiche ci attenderemo dei ringraziamenti per l’azione che il governo sta facendo».

Ponte, Fitto: «Ragioniamo su altri fondi europei»

Il ministro naturalmente esclude la possibilità che al momento si possa attingere a fondi del Pnrr per la costruzione del Ponte sullo Stretto – «siamo fuori tempo ormai», ha detto – ma non esclude che in futuro si possa attingere da altre fonti. «E’ un ragionamento che si farà, ma è chiaro che siamo avanti nella programmazione. Si troveranno le soluzioni adeguate rispetto al finanziamento dell’intervento».

Governo, Fitto: «Meloni sta dimostrando serietà e credibilità dell’esecutivo»

A chi gli domanda se dopo un inizio balbettante è corretto parlare di “melonizzazione” dei partner europei, Fitto risponde gonfiando il petto: «Questa – ha detto il ministro – è stata una discussione costruita strumentalmente durante la scorsa campagna elettorale. Giorgia Meloni a partire dalla sua prima visita a Bruxelles, nell’incontro con le istituzioni europee, e in tutti gli altri passaggi a partire dai Consigli europei, ha sempre dimostrato serietà e credibilità e, soprattutto, con i fatti e le azioni, dimostrato quanto l’azione del nostro governo fosse un’azione seria e costruttiva, sia nel dialogo che nel rapporto con gli altri partiti europei e con le istituzioni europee. Quindi i fatti testimoniano che c’è stata una narrazione contro il nostro governo prima che si insediasse che è stata smentita dai fatti».

Patto di stabilità, Fitto: «Lavoriamo a manovra per sostenere famiglie e imprese»

Proprio oggi il Commissario Paolo Gentiloni ha detto che bisognerà trovare entro fine anno una soluzione anche al Patto di stabilità, visto che in questo momento si può fare leva sulle risorse del Pnrr e della Coesione che sono due importanti programmi. Fitto ribadisce che se ne terrà necessariamente conto per tenere i conti in ordine: «Il ministro Giorgetti che segue questo dossier in prima persona ha indicato quelle che sono le linee che il governo porterà avanti. Bisognerà lavorare in questo senso mettendo in campo una manovra economica a una legge di stabilità che deve essere seria e responsabile che guardi in modo prioritario agli interventi a sostegno delle famiglie, delle imprese, per poter consolidare il nostro sistema economico e quindi tenere alti anche i dati economici che ci sono da una parte, e dall’altra essere in grado di poter raggiungere un accordo che consenta da una parte la tenuta dei conti e dall’altra anche gli investimenti».

Immigrazione, Fitto: «Governo Meloni ha messo paletti fermi»

Fitto, incalzato dai giornalisti sul tema dell’immigrazione, ha voluto sottolineare che solo grazie all’azione di Giorgia Meloni si è cominciato a parlare in maniera seria di immigrazione a testimonianza «non solamente del livello di credibilità dell’azione del governo nei rapporti con le istituzioni europee ma anche una strategia per iniziare a mettere i punti fermi per affrontare e risolvere questa questione. Quindi è un tema fondamentale, decisivo, sul quale penso che i primi risultati siano importanti».
D’altra parte per il ministro è inimmaginabile che un problema così complesso si risolva in pochi mesi: «Ha bisogno dei tempi giusti, ma la strada seguita e il percorso messo in campo va nella direzione giusta».
Una direzione che si concretizza in interlocuzioni con tutti i paesi dell’area del Mediterraneo e quindi con i paesi del nord Africa in modo particolare, dai quali partono i flussi migratori: «Mi sembra che questo lavoro sia stato individuato con chiarezza e soprattutto con decisione e con lungimiranza da parte del nostro governo. I primi risultati ci sono e si tratta di proseguire in questa direzione perché penso che questa sia la strada migliore per poter raggiungere dei risultati e soprattutto per iniziare ad affrontare questo problema che non è solamente immigrazione, ma come più volte è stato detto, riguarda una visione del Mediterraneo quindi riguarda anche la strategia che è definita con il piano Mattei che nei prossimi mesi diventerà concretamente realtà e che affronta non solamente l’urgenza e l’emergenza dell’immigrazione ma che affronta complessivamente i rapporti con questi paesi, che sono strutturati su tanti altri fronti e questo penso che sia un elemento fondamentale. L’Italia e il sud Italia può diventare strategica in questa dimensione»

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