giovedì,Giugno 13 2024

Assistenza territoriale Calabria, Irto: «Gravi ritardi dalla Regione nonostante i finanziamenti»

Le dichiarazioni del senatore e segretario regionale del Pd calabrese

Assistenza territoriale Calabria, Irto: «Gravi ritardi dalla Regione nonostante i finanziamenti»

Nicola Irto, senatore e segretario regionale del Pd calabrese, in una nota sollecita la Regione Calabria sui ritardi per l’assistenza territoriale: «La Regione e il suo vertice politico devono guardare la realtà, riconoscerne i problemi e affrontarli con chiarezza, senza sottrarsi al controllo delle opposizioni”. Il parlamentare dem, lamentando ‘gravi ritardi sulla realizzazione delle 102 nuove strutture di assistenza territoriale previste in Calabria e finanziate dal Pnrr per circa 129 milioni, sollecita inoltre un cambio radicale di metodo».

«Nel febbraio 2022 – sostiene il segretario regionale del Pd – la Regione aveva trasmesso all’ultimo minuto, proprio sotto scadenza, le schede degli interventi programmati, a causa di lungaggini già registrate nella precedente gestione regionale, sempre di centrodestra. C’è dunque il rischio che ancora una volta i calabresi vengano privati di opportunità di cura e prevenzione. Ad oggi la qualità dell’offerta sanitaria risente oltremodo di tagli devastanti. Il debito sanitario lievita, i fornitori non vengono pagati e gli interessi aumentano, nel silenzio imperturbabile di commissari e direttori generali».

Irto, nella nota, sottolinea «la perdurante incoerenza nel flusso dei dati sanitari; l’inadeguatezza delle dotazioni di ospedali hub e spoke e la difficoltà di riconversione delle strutture esistenti e di riallocazione del personale occorrente. C’è la necessità di riorganizzare l’assistenza territoriale superando il criterio della ripartizione su base provinciale, che prescinde dall’elemento orogeografico, dal clima e dalle condizioni di viabilità. E’ prioritario collegare in concreto e bene i servizi ospedalieri, territoriali e sociali, delimitare il perimetro delle competenze delle strutture private in convenzione, ridurre le liste d’attesa e definire percorsi diagnostici terapeutici ed assistenziali che colleghino ospedale e territorio».

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