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Consiglio comunale a Reggio, l’appello di Falcomatà: «Chiedo a tutte le forze di partecipare al percorso di crescita della città»

Il sindaco torna nell'aula Battaglia dopo due anni di sospensione per il processo Miramare

Consiglio comunale a Reggio, l’appello di Falcomatà: «Chiedo a tutte le forze di partecipare al percorso di crescita della città»

Giuseppe Falcomatà torna nell’aula Battaglia del consiglio comunale di Reggio Calabria dopo due anni di sospensione per il processo Miramare. Un’aula che, però, rispetto ad allora ha cambiato pezzi. In primis il suo vicesindaco, Armando Neri, siede oggi tra i banchi dell’opposizione nel gruppo misto ed è in procinto di formalizzare il passaggio alla Lega. Con lui altro ex della maggioranza, Mario Cardia, già passato al gruppo misto. Un gruppo che ha accolto l’ex dem Antonino Castorina e da pochi giorni anche Massimo Ripepi, prossimo candidato sindaco con Alternativa popolare di Stefano Bandecchi. Nessun intervento infuocato per i due consiglieri appena approdati alla Lega e che lasciano l’aula a pochi minuti dall’inizio del civico consesso.

L’ordine del giorno

Comincia dopo le 10 a palazzo San Giorgio la seduta del consiglio comunale in seconda convocazione (la prima sabato è andata deserta). Il sindaco Giuseppe Falcomatà aveva partecipato all’insediamento del nuovo prefetto. Un minuto di silenzio per ricordare Giulia, vittima dell’ennesimo femminicidio. Il presidente del consiglio Enzo Marra per l’occasione ha consegnato simbolicamente un mazzo di margherite alla dottoressa Libero.

All’ordine del giorno la ratifica delle delibere di giunta comunale n. 197 del 21/09/2023, n. 208 del 02/10/2023, n. 236 del 27/10/2023, sensi dell’art. 175 comma 4 del d. lgs n. 267/2000 – approvazione; due riconoscimenti di debiti fuori bilancio; l’ acquisizione sanante ex art. 42 bis del dpr n. 327/2001 di terreno occupato per la realizzazione dei lavori di “prolungamento del viale Calabria tratto s. Giuseppe Gebbione”; 5. acquisizione sanante ex art. 42 bis del dpr n. 327/2001 di terreno occupato per la realizzazione dei lavori di “impianto pattinaggio con campi polivalenti in Salice”.

I preliminari

In apertura Giuseppe Marino vuole ricordare «i bambini che vivono la guerra nella striscia di Gaza e a tutti i bimbi a cui viene negato il diritto alla spensieratezza. Le misure messe in campo dalla città devono essere implementate per arginare il disagio giovanile. In passato abbiamo utilizzato il Fondo per l’adolescenza, approveremo il nuovo per due centri nella periferie nord e sud».

Antonino Minicuci chiede al sindaco: «Se vuole volare in alto non faccia cose della prima Repubblica. Abbia il coraggio delle sue idee. Se deve fare delle scelte le faccia seriamente», con riferimento alla composizione della nuova giunta. Antonino Zimbalatti ha riportato la trattativa di qualche giorno fa sui lavoratori dei servizi psichiatria per «cercare di aumentare la possibilità di recezione. Si è trovato un punto d’incontro che è solo iniziale. Serve continuare a lavorare».

Massimo Ripepi: «È importante capire cosa deve fare sindaco. Mi sarei aspettato la nuova giunta perché lei capisce che non c’è tempo». Ripepi tocca tutti i temi caldi della città dall’aeroporto, alla pista ciclabile, fino alla facoltà di Medicina, la Reggina. Dalla maggioranza Giuseppe Sera: «Non sono stati momenti semplici. Oggi diamo un netto taglio col passato. È una giornata meravigliosa. Essere garantisti è stare vicini anche in silenzio quando una persona ha un problema. Bentornato sindaco. Sono state fatte parole a sproposito. Grazie per l’esempio, sindaco, grazie ai due vice che hanno esercito il mandato. Coi fondi europei sono partiti 56 milioni di euro per opere mi sembra che non sia una cosa da poco».

Federico Milia: «I reggini non possono dimenticare la pagina politica più drammatica per la città. L’ennesima delusione: il progetto bella e gentile si è trasformata in un incubo». Filippo Burrone: «Sono confuso alcune forze politiche chiedono alla nuova giunta per andare avanti. Oggi le forze politiche chiedono di un passo indietro». Saverio Pazzano: «La città non è interessata alle beghe della politica ma chiede un bisogno di discontinuità per uscire dalla palude e chiede di alzarsi». Castorina comincia con una stoccata ai dirigenti comunali, tutti presenti «forse per i 700mila euro di premio di produzione”. E poi aggiunge: “Per quanto fatto negli anni precedenti e durante la sospensione c’è stato un lavoro complesso ma positivo. Il piano di riequilibrio va bene ma dobbiamo abbassare le tasse. Alcuni passi avanti devono essere fatti riprendendo l’autorevolezza per il sindaco. Mentre altri dovranno fare un passo indietro».

Il sindaco Falcomatà

A rispondere è il sindaco Falcomatà che spiega «al netto degli interventi della maggioranza, mi sarei aspettato qualche parola in più rispetto alla parole dette in questi 2 anni che sono state parole dure e forti, che richiamavano a uno scatto di dignità e a una presa di coscienza di dare dimissioni e mettere fine a un calvario. Tutti noi questi 2 anni li abbiamo affrontati con dignità, sicuramente con silenzio rispetto a chi ci chiedeva di fare un passo indietro rispetto a una situazione tutta da decidere. Se la sofferenza ti ha reso più cattivo vuol dire che l’hai sprecata.

Non dobbiamo dimenticare che quando parliamo, attribuiamo responsabilità quando le situazioni sono da definire dobbiamo ricordarci che dietro i microfoni, le parole, ci sono delle persone, famiglie che stanno affrontando un calvario e lo fanno in silenzio. Rispetto a chi vuole tirare giù il dibattito continuano a ribadire che l’unico modo per fare politica in città è fare guerre, io dico che la risposta è essere gentili, nei modi, nei toni, perché tutti abbiamo un unico obiettivo. Noi continueremo a dialogare con tutti: col governo, con le istituzioni, poi la vedremo in modo diverso ma abbiamo il dovere ragionare con tutti».

Non dà risposte puntuali su tutto il primo cittadino ma chiosa «continueremo a mettere al centro le persone, le famiglie. Come abbiamo fatto con la questione di Zimbalatti. Chiediamo l’accreditamento di queste strutture e di sbloccare i ricoveri. Hanno diritto a poter restare in città e di essere assistiti. E poi si sta trattando un passaggio epocale dall’uno gennaio sull’drico e la depurazione e stiamo seguendo questo passaggio per la qualità del servizio e del mantenimento dei livelli occupazionali.
E la programmazione che non si può fare al chiuso delle stanze della città ma va condivisa. Nel Pon metro abbiamo 223 milioni di euro che andranno oltre il mio ciclo politico. Non possiamo vivere nell’epoca dei diritti ma dobbiamo richiamarci ai doveri, all’impegno. Non deve riguardare solo l’amministrazione di centrosinistra. Chiedo a tutte le forze di partecipare al percorso in momenti di condivisione esterna».

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