martedì,Aprile 16 2024

Consiglio comunale, Falcomatà: «Messo in sicurezza il Bilancio, dal prossimo previsionale le agevolazioni sui tributi»

Discussa la relazione della Corte dei conti che certifica l’uscita dal Piano di rientro. Raccomandazioni sul sistema di riscossione. I dubbi dell’opposizione che si astiene

Consiglio comunale, Falcomatà: «Messo in sicurezza il Bilancio, dal prossimo previsionale le agevolazioni sui tributi»

Ha parlato di «passaggio epocale» l’assessore al Bilancio, Mimmetto Battaglia, illustrando la deliberazione della Corte dei conti – la n. 139/2023 -, ossia l’adozione di misure correttive finalizzate all’efficientamento del sistema delle riscossioni, dopo l’uscita dal Piano di rientro. «In barba a quanti invocavano la dichiarazione di dissesto, l’amministrazione Falcomatà ha iniziato un percorso di risanamento oggi suggellata dall’uscita del Piano di Rientro. Oggi – ha continuato Battaglia – è come vedere la luce in fondo al tunnel. Un tempo che è valso a creare basi solide. Da assessore raccolgo un successo ricercato che condivido con quanti mi hanno preceduto. Con la delibera della sezione di controllo della Corte dei Conti si è accertato il successo dell’operazione».

La Corte – ha spiegato l’assessore – interviene in chiave prospettica suggerendo di intervenire sul piano delle riscossioni e quindi delle entrate al fine di salvaguardare il lavoro fin qui portato avanti. Dall’opposizione, Demetrio Marino ha sostenuto che l’atto è di competenza del Consiglio e non solo della giunta. «La sentenza di cui parliamo, tra le tante criticità, ricorda che dall’esterno sono arrivati qualcosa come 339 milioni di euro ad aiutare il Bilancio, ma tra le misure correttive non si legge nulla sull’aggiornamento della situazione debitoria, dei debiti fuori bilancio, del fondo dei crediti di dubbia esigibilità e del debito idropotabile nei confronti della Regione Calabria. Di tutto questo abbiamo trovato nell’atto deliberativo soltanto la riscossione». E se per il consigliere Franco Barreca oggi «si sancisce uno spartiacque con il passato», Saverio Pazzano raccomanda di ricordare le misure già discusse e previste: dal baratto amministrativo (si sta procedendo a definire il regolamento) all’esenzione dei tributi per chi denuncia il racket e per i nuclei familiari con persone disabili: «Vanno votati – è l’auspicio di Pazzano – prima del Bilancio di previsione».

Falcomatà: «Ci eravamo dimenticati della normalità»

A concludere il dibattito il sindaco Giuseppe Falcomatà: «Tutto ha una storia e questa storia parte da molto lontano – ha evidenziato il primo cittadino – si è già detto della prima scelta importante della nostra amministrazione di non dichiarare il dissesto con le conseguenze del caso. La nostra città, il “caso Reggio”, è divenuto paradigma di tutte le difficoltà che, non solo al Sud, ma in tutta Italia i Comuni affrontano. Da un lato per problemi strutturali e scelte politiche disinvolte, altre volte per problemi strutturali e scelte politiche negative.

Quel percorso, quel lavoro quotidiano con Anci, col ministero degli Interni, in particolare il Dipartimento di controllo e vigilanza sugli enti locali, sulle spese e la ragioneria ha portato all’adozione di alcune scelte che fecero i governi di allora. Basta col dare solamente del tempo ai Comuni, perché il procrastinare più in là il ripiano del disavanzo incideva sulle future generazioni. Si decise di dare risorse agli enti locali per azzerare il disavanzo e metterli davvero nelle condizioni di ripartire. L’inverso di ciò che si oggi vuole fare con l’autonomia differenziata».

Dopo aver ricordato gli aiuti e le misure dei vari governi che hanno messo al sicuro la città, «in sintesi – ha proseguito il sindaco – oggi si ripristina il normale andamento delle cose in una città in cui probabilmente avevamo dimenticato cosa fosse. Questo non avviene a caso, ma dopo un’interlocuzione col Governo e dopo anni e lavoro continuo di recupero dell’autorevolezza di una città. A quel tempo c’era un Governo che dava risorse ai Comuni, soprattutto al Sud, a differenza di oggi in cui c’è un governo che invece rischia di sottrarre risorse ai territori, come ad esempio nel caso dell’accordo sulla Coesione».
Poi il sindaco ha sottolineato alcuni numeri per fugare i dubbi espressi sulla relazione: «La nostra riscossione è arrivata all’84% rispetto alle liste di carico. Mentre l’ultimo dato disponibile del 2017, parlava di circa 70 milioni di euro di riscossione complessiva, all’interno della relazione si può leggere di 80 milioni nel 2021, 90 milioni nel 2022 e 94 milioni nel 2023.

In questo contesto generale di miglioramento evidente della riscossione mi preme sottolineare uno dei nervi scoperti della riscossione ovvero l’idrico. Vi ricordate quando si mettevano come risorse in attivo dei fondi che in realtà andavano restituiti alla Regione? A proposito dell’idrico la riscossione è raddoppiata: dai 9 milioni del 2017 ai 18 milioni del 2023. Si deve fare di più, ma mi sento di ringraziare Hermes, altra scommessa vinta dall’Amministrazione, quando nel 2015 Reges e Recasi avevano un contratto concluso, e sono state trasformate in una società in house, oggi virtuosa, che arriva quasi a 100 milioni di riscossione, per la quale va dato merito al management e ai lavoratori. L’obiettivo è trasformarla in società metropolitana, in modo tale che anche gli altri comuni della Città metropolitana possano usufruire del servizio. Ce ne siamo accorti solo noi? Sicuramente se ne sono accorti il Comune di Messina e quello di Taormina che hanno chiesto la collaborazione della nostra società per migliorare la riscossione dei tributi. Dovremmo esserne tutti orgogliosi, come amministratori e cittadini».

«Le 26 pagine – ha chiuso Falcomatà – contengono anche le misure che si devono portare avanti per migliorare la riscossione: a partire dall’aumento del personale del settore tributi già in atto coi nuovi assunti e altre misure come lo sportello polivalente multicanale che apriremo in primavera al Cedir e poi il Contact center, altra grande idea che va verso il miglioramento della riscossione, tenendo conto dell’aspetto dell’innovazione e digitalizzazione che ci impone l’Unione europea. All’interno del prossimo bilancio di previsione vedremo che finalmente grazie all’uscita dal piano ci saranno agevolazioni sulla Tari per le fasce deboli, le famiglie in difficoltà della nostra città». Nella votazione finale le opposizioni si sono astenute.

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