martedì,Aprile 16 2024

Reggio, Neri (Lega) punta l’indice sulla giunta per l’aumento dei costi della refezione scolastica: «Incomprensibile anche la retroattività»

Il consigliere comunale della Lega ha incalzato l’esecutivo sul servizio partito solo a gennaio. Il chiarimento in aula della dirigente Roschetti: «Aumento di 0,80 centesimi, ma necessario all’adeguamento del servizio»

Reggio, Neri (Lega) punta l’indice sulla giunta per l’aumento dei costi della refezione scolastica: «Incomprensibile anche la retroattività»

La questione sicuramente continuerà a far discutere. Soprattutto tenuto conto della confusione a cui è andata incontro la questione delle mense scolastiche, finite nella bufera, e al centro di diverse sedute di Commissione, per una serie di contestazioni partite dai genitori di alunni di alcune scuole sul finire dello scorso Anno scolastico.
La successiva riorganizzazione è coincisa con un nuovo bando, ma non tutto è filato liscio, tanto che il servizio per l’anno scolastico 2023/2024 è partito ufficialmente lo scorso 8 gennaio. È stato il leghista Armando Neri ad occuparsi, in aula, del servizio di refezione scolastica. «Nei giorni scorsi è arrivata l’ennesima mazzata alle famiglie reggine, riguardando il profilo strettamente economico – dice l’avvocato Neri -. Il Comune con un atto politico, in giunta, ha deciso di aumentare i costi dei pasti della refezione scolastica».

Neri si domanda quale sia stato il motivo di una tale scelta, visto che le famiglie hanno già cominciato a pagare. Ma la cosa «incomprensibile» per lui è non solo l’aumento di un euro in più a pasto, ma anche il fatto di applicare l’aumento in maniera retroattiva, vale a dire dal primo gennaio. «Oltre il danno, economico, c’è anche la beffa della retroattività. Ma non eravamo usciti dal Piano di rientro? Che necessità c’era di questo aumento?» Da qui la richiesta di congelare la delibera, magari decidendo di applicare gli aumenti previsti per il nuovo anno scolastico.
Sul punto il presidente del Consiglio Marra chiede alla dirigente Girolama Daniela Roschetti un chiarimento. La stessa ha argomentato che si tratta semplicemente di un adeguamento a quello che è il nuovo costo del servizio derivante dalla nuova gara espletata visto che la precedente è andata deserta. «Una misura necessaria perché il nuovo costo (4,79 € a pasto) del servizio richiede il contributo delle famiglie. Peraltro – ha aggiunto la dirigente – l’aumento è di 0,80 centesimi ed è applicato a scaglioni a seconda della situazione familiare».

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