sabato,Giugno 15 2024

Conferenza garanti persone private della libertà personale, Castorina: «Necessario favorire lavoro penitenziario»

L'avvocato e consigliere comunale reggino: «Società dell’inclusione passa anche da obiettivo che si vuole dare con la detenzione in carcere»

Conferenza garanti persone private della libertà personale, Castorina: «Necessario favorire lavoro penitenziario»

In occasione della preziosa iniziativa “Indignarsi non basta più!”, promossa dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale ed a due mesi esatti dall’appello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella tutte le istituzioni non possono che aprire una riflessione corale sulle situazioni di emergenza che vivono le carceri in Italia. Di seguito, pubblichiamo la nota di Nino Castorina, Consigliere Comunale ed avvocato del foro di Reggio Calabria.

«L’idea di promuovere iniziative tese alla formazione di chi è sottoposto a provvedimento dell’Autorità giudiziaria penale e alla creazione di prospettive  lavorative consente una concreta applicazione di quanto previsto dall’art. 27 della Costituzione italiana ed in generale un risparmio ed un investimento per l’azienda o l’impresa che intenda procedere su questa direzione oltre ad offrire e prospettare uno spiraglio di vita nuova per chi ha espiato e sta espiando la propria pena ed è consapevole degli errori commessi.

La necessità su cui si dovrebbe incentivare un impegno istituzionale o comunque un interesse pubblico è quella di orientarsi verso un riconoscimento “collettivo” dei percorsi di risocializzazione a partire da quelli avviati durante la detenzione fino a quelli attivati attraverso misure penali a carattere non detentivo e verso soluzioni che consentano di  rescindere in maniera indissolubile i legami con un passato negativo o comunque grigio e nebuloso rilanciando allo stesso tempo il tema di un reinserimento gradato ma mirato in un contesto sociale che supera l’aspetto problematico che ha causato al singolo individuo la misura coercitiva subita ovviamente con dei bilanciamenti connessi al tipo di reato contestato e per il quale è stata accertata la penale responsabilità.

Su questa prospettiva che gode di una tutela Costituzionale granitica è interesse degli enti istituzionali e soggetti del territorio promuovere forme di sinergica collaborazione che metta insieme i vari livelli di governance con il mondo delle imprese, con le associazioni di categoria e con gli ordini professionali al fine di rendere concreti ed attuali progettualità ed azioni positive rivolte .alle persone adulte e minori sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria.

La prospettiva è più ampia di quella che si possa immaginare perché offre una risposta alle zone grigie di marginalità che vivono intere zone e quartieri delle nostre città popolate da potenzialità umane e professionali limitate da un lato dal pregiudizio dall’altro dalla oggettiva difficolta di re-inserimento sociale e lavorativo.

Con la realizzazione di una prospettiva che vede coinvolti gli imprenditori del territorio abbiamo da un lato l’avvio di un percorso di riabilitazione del detenuto, utile alla sicurezza e al benessere di tutti dall’altro un attività svolta a favore dell’impresa con costi ridotti veicolando all’esterno un immagine fattuale di credibilità di quella che è l’impalcatura Costituzionale ad oggi vigente in Italia.

 In base all’ultimo aggiornamento disponibile il dato relativo ai detenuti che grazie alla legge 139/2000 lavorano per cooperative sociali e imprese esterne, evidenzia un costante incremento progressivo nel tempo, un dato incoraggiante che può essere ancora potenziato con le giuste sinergie istituzionali e con una campagna di comunicazione mirata e specifica.

Il dato che ha evidenziato il Garante regionale dei Diritti dei detenuti in cui rende noto che a Parma si è consumato il trentaquattresimo suicidio di una persona detenuta dall’inizio del 2024, di un giovane di appena 25 anni al quale si aggiungono i quattro suicidi degli agenti di polizia penitenziaria sono elementi sintomatici di un sistema che merita una rifondazione complessiva ed un approccio diverso.

Oggi la prospettiva deve essere di creare lavoro e supportare le imprese in un quadro di armonia e di oggettiva sostenibilità per dare una prospettiva ai detenuti, intervenire in modo netto sul tema del sovraffollamento carcerario, dare piena attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2024 in tema di tutela del diritto all’affettività delle persone detenute e del diritto a colloqui riservati ed attenuare la circolare 2022 sul circuito di media sicurezza rilevato che nelle carceri italiane la maggior parte dei detenuti si trova a trascorrere circa 20 ore in celle chiuse con limitatati spazi di aria e libertà e riformare la Liberazione Anticipata implementando i giorni e rendendo più snella la normativa tramite la corretta valutazione e applicazione che può fare direttamente la direzione del Carcere.

La società dell’inclusione passa anche da questa scommessa che non è solo umana e sociale ma anche legata all’obiettivo che si vuole dare con la detenzione in carcere.

Così facendo avremo città più sicure, maggiore lavoro e più incentivi da immettere nel circuito economico e produttivo del nostro territorio ma soprattutto interveniamo su un sistema che fa acqua da tutte le parti e che merita una riforma complessiva e generale».

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