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Molochio, il Consigliere Ismaele Ottavio Caruso: «Assolto, processo politico perché rompevo le scatole»

Nella missiva rivolta alla cittadinanza il consigliere comunale racconta la querelle con l'ex Sindaco Alessio

Molochio, il Consigliere Ismaele Ottavio Caruso: «Assolto, processo politico perché rompevo le scatole»

«Mi preme informarvi della mia assoluzione nel processo che mi ha visto imputato a seguito della denuncia dell’ex Sindaco Beniamino Alessio». Inizia così la missiva, rivolta alla cittadinanza molochiese, del Consigliere Comunale Ismaele Ottaviano Caruso. I fatti risalgono alle elezioni amministrative del 2015 quando, in quella circostanza «il sig. Beniamino Alessio, allora sospeso dalla carica di Sindaco in base all’art.11 del decreto legge 190 del 2015, pensò di querelarmi per aver violato “il Testo Unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi comunali”».

Un processo che Caruso giudica «squisitamente politico, studiato a tavolino dal sig. Beniamino Alessio e “soci”, poiché con la mia estenuante azione di controllo “rompevo le scatole”».

«Una volta reintegrato – prosegue la lettera – il Sindaco Alessio firmò, in modo arbitrario ed in contrasto con il Tuel, la costituzione di parte civile del Comune di Molochio, determinando, tra l’altro, in qualità di dirigente dell’Ufficio Affari generali, l’impegno di spesa e l’onorario per l’Avvocato Domenico Garreffa, oggi vice Sindaco. Il predetto avvocato assisteva pure tutti i consiglieri comunali, dipendenti comunali e alcuni cittadini tra i quali qualcuno oggi è consigliere comunale, parenti dei consiglieri comunali e anche titolari d’impresa edile, che si sono costituiti parte civile nel processo penale a mio carico».  

«Con i soldi dei cittadini – incalza Caruso – in contrasto con la normativa di settore e in conflitto con il sottoscritto, il Signor Alessio pensava di “eliminare” un avversario politico che nel rispetto dei diritti democratici fu eletto nel rinnovato Consiglio Comunale del 2015. Un atteggiamento di assoluta arroganza già manifestata all’interno del Consiglio Comunale in occasione della discussione della vendita di un suolo comunale. Deliberazione poi bocciata dal Tribunale Amministrativo di Reggio Calabria anche per la mia giusta opposizione. In quella occasione, il Sindaco Alessio, mise in atto una denuncia per calunnia e ingiuria, poi archiviata».

«La sentenza emessa dal Tribunale di Palmi, il 10 novembre del 2023, con la quale mi assolve perché il fatto non sussiste, rimette – si legge ancora – le cose nel suo giusto ordine e ribadisce che non si può colpire chi come il sottoscritto combatte dentro e fuori l’aula del Consiglio Comunale, per garantire a tutti l’agibilità democratica, il rispetto della Democrazia e la difesa degli interessi dei cittadini. Questa sentenza riafferma anche il principio di onestà di chi la politica la mette in atto come strumento per combattere il malaffare e contro chi compie le irregolarità amministrative utilizzando la Casa Comunale come fosse casa propria».

«Voglio ribadire che la legge italiana, assegna alle opposizioni un ruolo centrale di controllo sugli atti amministrativi e mai possono essere messe a tacere, in modo particolare a Molochio, dove è più forte la necessità di una battaglia per la legalità. Ringrazio la Magistratura del Tribunale di Palmi – afferma – per questa sentenza, che mi sprona a continuare nelle mie battaglie di civiltà». 

Caruso conclude la sua missiva con le parole del Procuratore Nicola Gratteri: «Abbiamo perso tutti quando abbiamo iniziato a trattare gli onesti come dei fessi e i disonesti come persone da rispettare».

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