sabato,Luglio 13 2024

La scelta di non scegliere: una settimana dopo il voto l’Europa sembra sempre più lontana

A Mammola e Platì alle urne è andato solo il 13%, e nei comuni dove non si è votato per le Amministrative la media è del 27,8%. Vince l'astensione, ma la politica non si interroga e plaude ai successi personali

La scelta di non scegliere: una settimana dopo il voto l’Europa sembra sempre più lontana

C’è un’Europa che si fa sempre più lontana, inesorabilmente distante, le cui istituzioni non vengono percepite dalla popolazione come presenti. Una disaffezione nei confronti della politica in generale e, via via che si sale verso i ranghi più alti, che si fa sempre più forte. Eppure, a sentire la nostra politica locale, per la maggior parte dei partiti è stato un successo. Dichiarazioni e comunicati roboanti, da destra e sinistra, hanno letteralmente intasato il dibattito pubblico. Quella che è venuta a mancare, e che ci si sarebbe aspettato da una classe dirigente perspicace, è una attenta disamina del fenomeno sempre più crescente della diserzione delle urne.

Il vero trionfo è quello dell’astensione

Se queste elezioni europee del 2024 verranno sicuramente ricordate per il trionfo delle destre in tutta Europa, e per i terremoti politici in Francia e nella mitteleuropa, in provincia di Reggio Calabria a fare man bassa è stato un unico e solo grande partito, ovvero quello dell’astensione. L’analisi del dato è impietosa: se, nel complesso di tutti i 97 comuni del territorio metropolitano si è registrata una affluenza pari al 38,28%, dove invece non si è votato anche per le amministrative la soglia scende ancora di più. Scopriamo così che quasi tre elettori su quattro non hanno ritenuto di doversi recare al seggio per scegliere i propri rappresentanti in seno al Parlamento Europeo. La media dell’affluenza definitiva dei comuni che hanno votato solo per le europee nel reggino è di circa il 27,8%.

Ma questa è una media, appunto, perché se si scende nel dettaglio in alcuni comuni della provincia reggina il dato si fa veramente allarmante. La maglia nera dell’astensione va – quasi ex aequo – a Mammola, dove a recarsi alle urne è stato solo il 13,04%, ed a Platì, dove ha votato il 13,45% degli aventi diritto, praticamente poco più di un elettore su otto. Sul terzo gradino del podio Staiti, dove ha votato il 15,17%. Andata male anche nei due comuni del reggino in cui non si è presentata nessuna lista per le amministrative e che quindi hanno “scelto” il commissariamento: a San Luca ha votato il 16,07% piazzandosi come quarto comune per astensionismo nella città metropolitana reggina, e San Lorenzo qualche gradino più in giù con il 25,74%.

Europa e provincia reggina separati in casa

Una analisi più approfondita, specialmente dalla politica nazionale, la meriterebbe il dato del voto nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in passato ed in quelli attualmente commissariati dove a prevalere, tra l’altro, è la rassegnazione lampante anche e soprattutto di quella parte di cittadinanza attiva e consapevole. È evidente quanto sia forte la disconnessione profonda tra la popolazione locale e le istituzioni europee. Disconnessione che passa dalla politica nazionale che però fa il gioco delle tre scimmie: non vedo, non sento, non parlo.

Non si vede il disagio, non si ascoltano le voci dei cittadini, non si risponde con soluzioni reali ed efficaci alle difficoltà in campo economico, sociale e sanitario. Eppure tutto questo può cambiare, e può accadere – forse – solo con la spinta propulsiva dell’Unione Europea. Le decisioni del Parlamento Europeo influenzano di fatto profondamente vari aspetti della vita quotidiana, dalla sfera economica alla sicurezza, dall’ambientale alla protezione dei diritti. Di conseguenza, votare non è solo un diritto ed un dovere civico, ma anche qualcosa di fondamentale per garantire che le questioni locali siano rappresentate adeguatamente e che le politiche europee rispondano ai bisogni dei cittadini spingendo l’azione dei governi nazionali.

Contrastare l’astensionismo richiede un impegno congiunto di tutte le forze politiche per avvicinare le istituzioni ai cittadini e far comprendere chiaramente i vantaggi tangibili dell’appartenenza all’Unione Europea: questa, oggi, dovrebbe essere una delle priorità della nostra politica. Perché è vero che, come dice il film pluripremiato di Paola Cortellesi “C’è Ancora Domani”, ma il domani che rischiamo di vivere è quello di un’Italia senza Europa. Senza anima.

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