martedì,Novembre 29 2022

Gori si racconta: «Ho vissuto mesi difficili, ora voglio portare in alto la Reggina»

L’attaccante si racconta al Reggino: «Mi piace molto la città, c’è un pubblico incredibile. Inizio super? Restiamo coi piedi per terra»

Gori si racconta: «Ho vissuto mesi difficili, ora voglio portare in alto la Reggina»

Gabriele Gori è rinato, calcisticamente, a Reggio Calabria. Lo scorso anno l’attaccante, nato anagraficamente e sportivamente a Firenze, esplose a Cosenza, siglando 5 reti in 10 presenze. Poi a gennaio lo stop causato da un serio problema di salute, superato fortunatamente in primavera. A luglio il classe 1999 ottiene nuovamente l’idoneità sportiva, poi Massimo Taibi vince la concorrenza dell’Ascoli e lo porta a Reggio Calabria.

Gabriele, son passati tre mesi dal tuo arrivo in amaranto. Primi bilanci?

«Stiamo andando molto bene, dobbiamo continuare su questa linea. Parlo anche di quello che succede fuori dal campo, siamo un gruppo molto affiatato. A Reggio mi sono trovato molto bene, ci sono buone risorse. Bilancio positivo, anche se si può sempre migliorare e voglio farlo».

A Venezia hai giocato la prima da titolare, coincisa con il ritorno alla vittoria in trasferta. Contento?

«Sicuramente è stata una bella rivalsa, con la rimonta nel secondo tempo. Il Venezia è una signora squadra, è stato veramente bello vincere. Era davvero tanto che non giocavo titolare, mi pare da dicembre scorso. Una bella emozione».

Gori esulta per il gol segnato al Cittadella, il primo in amaranto

La Reggina, fin qui, si è affidata al “dualismo” fra te e Ménez. Un vero nove e un falso nove.

«Si, infatti a Venezia abbiamo anche giocato insieme. Proprio nell’ultima gara abbiamo dimostrato che possiamo coesistere»

Com’è, per una punta, essere allenati da Pippo Inzaghi?

«Molto bello. Il mister è sempre disponibile, gli puoi sempre chiedere e lui ti aiuta a migliorare ogni piccolezza. Chi meglio di lui può farlo? È molto preparato, ci trasmette tanta carica, è bello essere un suo giocatore».

Fin qui sono arrivati due gol in campionato. L’anno scorso a Cosenza furono cinque. L’obiettivo è superarsi?

«Sicuramente vorrei giocare più partite dell’anno scorso, in cui sono stato costretto allo stop. Sarebbe bello far meglio anche a livello realizzativo e portare la Reggina in alto».

Per te il 2022 è stato un anno molto duro, che però ti ha visto rinascere. 

«Sono stati i mesi più difficili della mia vita, non mi ero mai fermato così a lungo. Anche perchè stavo andando molto bene. Sono ripartito a molla, ho cercato subito di non far vedere il dislivello. Voglio e posso riprendere da dove avevo finito l’anno scorso, sto rientrando adesso a pieno ritmo».

A proposito di Cosenza. Prima il rossoblu, ora l’amaranto. La Calabria ti è entrata dentro.

«È una terra amica (ride, ndr). Mi sono trovato benissimo a Cosenza, salvarci è stata una bellissima emozione. Una salvezza storica in una città in cui mi sono trovato bene. Ma non posso che dire lo stesso di Reggio: c’è una bella città, un tifo pazzesco, è veramente bello essere qui».

Gori con la maglia del Cosenza

Vieni da una delle città italiane più belle, Firenze. Di Reggio, invece, cos’hai apprezzato di più?

«Mi piace molto andare a mare, vado spesso a Pellaro. Apprezzo molto anche il lungomare, un pezzo di Reggio bellissimo»

Con i compagni, invece, sembra esserci un grandissimo feeling.

«Siamo un bel gruppo, ho legato con tantissimi ragazzi. Con Niccolò Pierozzi, che già conoscevo, chiaramente c’è un rapporto più lungo ma si sono formati legami con tutti quanti»

Hai anche vestito tutte le maglie della Nazionale fino all’Under 20. Quanto ti piacerebbe tornarci?

«Chi non lo sogna. Mi ricordo i tempi dell’Under 15, mi sentivo grande ma ero solo un bambino. Mi misi a piangere per quella maglia, è la più bella che c’è».

Chiudiamo con l’ultima domanda: il sogno nel cassetto di Gabriele Gori?

«In questo momento fare il meglio possibile alla Reggina. Stiamo con i piedi per terra, vediamo partita dopo partita, cercando di mantenere caldo l’ambiente. Ce la metteremo tutta per mantenere i migliori obiettivi, che non sono prefissati. Se mi dici il sogno, però, perchè non sognare…»

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