venerdì,Novembre 27 2020

SALUTE |Alzheimer, ricercatori italiani scoprono molecola che blocca la malattia

Si tratta di un anticorpo che testato sui topi ha permesso di riattivare la neurogenesi, ovvero la produzione di neuroni, contrastando di fatto la neurodegenerazione

SALUTE |Alzheimer, ricercatori italiani scoprono molecola che blocca la malattia

Scienziati italiani hanno scoperto una molecola in grado di bloccare il morbo di Alzheimer alle fasi iniziali. La molecola, un anticorpo chiamato scFvA13-KDEL o più semplicemente A13, favorisce il ‘ringiovanimento’ del cervello catalizzando la neurogenesi, ovvero la produzione di neuroni, un processo che contrasta le fasi precoci della più diffusa patologia neurodegenerativa. Al momento i risultati sono stati ottenuti solo in vitro e su modelli murini (topi) geneticamente modificati, tuttavia grazie ad essi sono state aperte nuove porte a possibili percorsi diagnostici e trattamenti del morbo di Alzheimer, una malattia che attualmente colpisce 47 milioni di persone nel mondo. Entro il 2050 si stima ci saranno ben 115 milioni di malati.

Scoperta dai ricercatori della Fondazione EBRI ‘Rita Levi-Montalcini’ una molecola che ‘ringiovanisce’ il cervello bloccando l’Alzheimer nella prima fase: è l’anticorpo A13, che ringiovanisce appunto il cervello favorendo la nascita di nuovi neuroni e contrastando così i difetti che accompagnano le fasi precoci della malattia. Lo studio, italiano, è stato effettuato su topi che, così trattati, hanno ripreso a produrre neuroni ad un livello quasi normale. Una strategia, secondo i ricercatori, che apre nuove possibilità di diagnosi e cura.

Lo studio interamente italiano, è coordinato da Antonino Cattaneo, Giovanni Meli e Raffaella Scardigli, presso la Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) Rita Levi-Montalcini, in collaborazione con il CNR, la Scuola Normale Superiore e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tre. E’ stato pubblicato sulla rivista Cell Death and Differentiation.

Nella Regione Calabria, i dati sulle demenze sono coerenti con i il contesto nazionale; sulla base dei dati epidemiologici per l’anno 2015, il numero di casi di demenza oscilla tra 24.600 e 41.000 a fronte di circa 900.000in Italia; si stima che nel mondo si possano raggiungere i 47 milioni di pazienti nel 2020 e gli 81 milioni nel 2040. Una tendenza che si sta consolidando attesta che sempre più malati sono assistiti in casa, con conseguenti costi totalmente a carico delle famiglie ed una presenza dei servizi pubblici in calo nell’assistenza. Ogni anno un malato di Alzheimer costa alla famiglia circa 60.000 euro; il 33% dei malati è assistito da badanti straniere; In Italia sono presenti 975 Centri Diurni per anziani che gestiscono 19.421 posti che accolgono annualmente 24.936 anziani, pari all’1,47 per mille degli anziani; di questi, solo 141 Centri Diurni sono interamente dedicati ai malati di Alzheimer, si tratta di 2.511 posti, pari al 13% del totale. Solo 0,19 anziani su mille, pari ad un posto ogni 5.000 anziani. I posti CDA attivati per regione sono in totale 2.511 per 141 Centri. Le regioni più attive sono risultate la Toscana (23 CDA), il Lazio (19), il Friuli (18), la Sicilia (15).