giovedì,Giugno 20 2024

Con un’unica missione: per la città

A cavallo del nuovo millennio – ero un giovane studente universitario, e per di più fuori corso – la redazione reggina de “Il Domani” mi inviò a seguire un appuntamento al Pontile di San Gregorio. La zona la conoscevo bene e arrivai, come mio solito, di corsa e con la paura di essere in ritardo.

Con un’unica missione: per la città

A cavallo del nuovo millennio – ero un giovane studente universitario, e per di più fuori corso – la redazione reggina de “Il Domani” mi inviò a seguire un appuntamento al Pontile di San Gregorio. La zona la conoscevo bene e arrivai, come mio solito, di corsa e con la paura di essere in ritardo. Vidi diverse auto e una dozzina di persone che lo percorrevano in lungo e in largo. Si stava discutendo di rendere funzionale all’Aeroporto dello Stretto quell’ammasso di ferraglia che si allungava per una trentina di metri sul mare. Cercai di capire con chi potevo rapportarmi, chi mi avrebbe potuto dare quelle informazioni che erano preziose per la redazione. Sicuramente lo erano per me, che cominciavo a farmi le ossa. Chiesi timidamente a questo e quel tecnico, e solo dopo qualche minuto mi indicarono una persona di spalle. Mi avvicinai, chiesi scusa, e comincia a chiedere notizie. Quella persona era Italo Falcomatà. Il sindaco. Per me che ero alle prime armi e divoravo gli articoli dei colleghi più grandi e attrezzati di me, fu un vero banco di prova.

Io ero per certi versi emozionato – si questo mestiere fa anche emozionare – e a tratti impacciato. La sperimentazione del Pontile era un risultato importante a quei tempi, anche se alla lunga dimostrò tutti i suoi limiti.

Il professore, mi avvicinò, mi mise una mano sulla spalla, mi mise a mio agio, e cominciò a parlarmi di quell’intervento e concluse dicendomi: «Non parlare di me, questo non è un risultato del sindaco, ma una cosa importante per la città».

Ecco, al di là dello spessore umano e politico di Italo (mi permetto di chiamarlo per nome) quel “per la città” ha segnato il mio percorso professionale. Fu probabilmente in quel momento che decisi di rimanere nella mia terra, sperando di poterle rendere un servizio, di poter essere utile alla sua causa. Con la penna in mano e quella pacca sulla spalla mi sentivo rinvigorito e pronto a consumare suole di scarpe e litri di inchiostro.

E così ho fatto. O almeno ci ho provato. Tra tante soddisfazioni e mille delusioni che solo chi fa questo mestiere può capire. Ma quello che è rimasto intatto in tutti questi anni era, ed è tutt’oggi, quella missione. “Per la città”. Non per questo o quel personaggio, o per la gloria, ma solo ed esclusivamente per dare un senso all’amore per Reggio Calabria e la mia terra.   

A distanza di tanti anni ho trovato finalmente un nuovo punto di partenza. E, combinazione, il richiamo alla mia città è sempre lì a ricordarmi idealmente la mia missione. Oggi, lo devo alla proprietà della testata LaC News24 di cui ilReggino.it ne è una propaggine territoriale. Ringrazio per questo Domenico Maduli e Maria Grazia Falduto, che in questo meraviglioso network, in continua espansione, ci mettono anima e corpo. Li ringrazio soprattutto per la fiducia che hanno riposto in me e nel mio lavoro.

Assumo così la responsabilità di guidare una testata che non ha bisogno di presentazioni. Che si è guadagnata sul campo il rispetto dell’ambiente, e si è ritagliata uno spazio importante grazie al lavoro dei suoi giornalisti che le hanno conferito credibilità ed affidabilità. Assumo la guida di un gruppo di giornaliste e giornalisti con gli attributi, che non hanno bisogno di urlare per raccontare la città, nel bene e nel male.

La verità dei fatti, la lealtà e il rispetto nei confronti dei lettori, sarà e rimarrà la bussola di questa direzione, che non vuol essere ostaggio della notizia in sé, ma vuole segnalare, approfondire, analizzare i fatti. Pungolo delle amministrazioni che operano sul territorio, e megafono per i cittadini. Perché questo è il nostro mestiere. Perché questa è la nostra città, che ha bisogno di fiducia e di una pacca sulla spalla, perché non tutto è da buttare. Ed è per questo che istituzioni e cittadini devono continuare ad amarla, ritrovando senso di comunità e appartenenza. Ma questa città va rispettata più di quanto crediamo sia necessario. Va rispettata nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, nella sua prospettiva.

Noi non abbiamo certezze precostituite, e non possiamo promettere di non sbagliare. Certo ce la metteremo tutta a raccontare nel migliore dei modi Reggio e la regginità. Consapevoli di farlo con una unica missione: «Per la città».    

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