venerdì,Giugno 21 2024

Premorte, prima di morire il cervello ripercorre i ricordi più belli

Gli scienziati dell’Università di Louisville hanno registrato in modo accidentale le onde cerebrali di un paziente poco prima della morte, rivelando un’attività neurale legata al ricordo

Premorte, prima di morire il cervello ripercorre i ricordi più belli

Prima di morire il cervello ripercorrerebbe i ricordi più belli della nostra vita. È quanto hanno scoperto gli scienziati dell’Università di Louisville, negli Stati Uniti, guidati da neurochirurgo Ajmal Zemmar in collaborazione con i colleghi canadesi, che – secondo quanto riportato dal Corriere Salute – hanno registrato per la prima volta le onde cerebrali di un uomo morto d’infarto, scoprendo che il cervello, anche dopo che il cuore ha smesso di battere, continua ancora la sua attività: appena trenta secondi, gli ultimi della vita, scoprendo cosa succede durante le pre-morte (NDE).

«Attraverso la generazione di oscillazioni coinvolte nel recupero della memoria – hanno raccontato gli scienziati pubblicando il loro studio su Frontiers in Aging Neuroscience – il cervello potrebbe riprodurre un ultimo ricordo di eventi importanti della vita appena prima di morire». Il paziente, di 87 anni, ricoverato all’Ospedale di Vancouver aveva manifestato attacchi epilettici dopo un intervento chirurgico e per questo era costantemente monitorato con un elettroencefalogramma. Improvvisamente è stato colpito da infarto ed è morto, ma le strumentazioni hanno proseguito a registrare segni di un’attività cerebrale. «Intorno al momento della morte – ha spiegato Zemmar – abbiamo misurato 900 secondi di attività cerebrale e ci siamo focalizzati nei 30 secondi prima e dopo che il cuore ha smesso di battere».

Subito prima e subito dopo l’arresto cardiaco è stato registrato un aumento di onde cerebrali molto specifiche, note come oscillazioni gamma, collegate ad attività come il recupero della memoria, la meditazione e il sogno. Secondo gli scienziati, questo potrebbe significare che mentre moriamo, potremmo vedere i nostri migliori ricordi. Non è dato sapere però, se il cervello del paziente esaminato abbia effettivamente vissuto il ricordo di alcuni momenti della sua vita, in quanto lo studio ha solo registrato attività cerebrale legata al ricordo. Inoltre, dal momento che il paziente soffriva di epilessia, gli erano state somministrate massicce dosi di farmaci antiepilettici che potrebbero aver influenzato il comportamento oscillatorio neurale.

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