mercoledì,Febbraio 28 2024

Parkinson, gli occhi possono predirlo sette anni prima della diagnosi

Un recente studio ha dimostrato che c'è uno stretto legame tra la retina e questa malattia degenerativa

Parkinson, gli occhi possono predirlo sette anni prima della diagnosi

Da un semplice esame oculistico si potrebbe individuare in anticipo l’insorgenza del morbo di Parkinson. È quanto emerso da un recente studio pubblicato sulla rivista Neurology, compiuto da un gruppo di ricercatori dell’University College London e del Moorfields Eye Hospital, nel Regno Unito, che ha dimostrato come con l’imaging retinico è possibile scovare piccole tracce della malattia di Parkinson fino a ben sette anni prima che la patologia si manifesti e venga poi diagnosticata con i “mezzi ufficiali”.

Il Parkinson, che colpisce oggi 5 milioni di persone nel mondo, di cui circa 400mila solo in Italia e che si manifesta in media intorno ai 60 anni, compare quando la dopamina – sostanza che regola il movimento e che viene prodotta dalle cellule cerebrali – diminuisce in modo costante. Ciò provoca rigidità muscolare, tremori, difficoltà a mantenere l’equilibrio. Il nuovo studio ha dimostrato che il Parkinson, non solo uccide le cellule cerebrali (neuroni) che producono la dopamina, ma assottiglia anche la retina. Questa parte dell’occhio è deputata a raccogliere tutti gli stimoli luminosi e a trasferirli al cervello sotto forma di impulsi nervosi. È composta da cinque strati e dal nuovo studio è emerso che il Parkinson assottiglia i due strati più interni. Controllando lo stato di salute della retina, quindi, si potrebbe scoprire la presenza della malattia agli esordi.

I ricercatori hanno usato un esame che viene già impiegato di routine dagli oculisti. Si tratta dell’OCT, una tomografia in 3D dell’occhio, utilizzato per scoprire se per esempio, il paziente ha la cataratta. I risultati di questi esami di imaging hanno portato all’identificazione di marcatori del Parkinson grazie anche all’aiuto dell’intelligenza artificiale (AI), che ha studiato tutte le scansioni oculari, individuando minuscole tracce di Parkinson, che non avevano ancora manifestato effetti sulla salute.

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