Locri, Calabrese e Uil contro Scura «Con lui danni incalcolabili»

Dura replica del primo cittadino all'ex commissario alla Sanità calabrese «Condannata a morte un'intera popolazione, non prova vergogna»
Dura replica del primo cittadino all'ex commissario alla Sanità calabrese «Condannata a morte un'intera popolazione, non prova vergogna»

Non si è fatta attendere la replica della Uil alle dichiarazioni dell’ex commissario alla sanità calabrese Massimo Scura a margine della presentazione del suo libro ieri sera a Locri. «A distanza di un anno si ritorna sul luogo del delitto – è la risposta del sindacalista Nicola Simone – l’esperienza calabrese nei panni di commissario di Scura, i danni provocati, la distruzione di quello che rimaneva di buono e funzionante dell’ospedale di Locri, dimostra come si dimentica in fretta». Quindi l’affondo al vetriolo: «Si è consentito al carnefice di venire a Locri a sbeffeggiare le proprie vittime. Scura ha condannato a morte una intera popolazione. Questi – ha tuonato – sono peccati simili a quelli commessi dai malavitosi che meriterebbero eguale condanna: la scomunica». Non le ha mandate a dire neppure il sindaco Giovanni Calabrese, il quale ha affidato a Facebook il suo “j’accuse”. «Scura ha distrutto la sanità in Calabria e per farlo ha percepito un indennità superiore a 500 mila euro. Oggi scrive libri contro i calabresi e continua a guadagnare pugnalandoci alle spalle. Ha letteralmente affossato l’ospedale della Locride con i suoi fidati “galoppini”, scrivendo un libro di emerite sciocchezze che ha avuto la faccia tosta di presentare a Locri».

Severa anche la risposta di Ilario Capocasale, imprenditore locrese tra i promotori della petizione popolare per scongiurare la chiusura del nosocomio. «Era lui a dover far funzionare le cose – ha osservato – ed oggi nessuno di noi avrebbe sacrificato tempo al lavoro e alla famiglia per denunciare un nostro diritto».