Hospice di Melicucco devastato dall’incuria e dai vandali

Così finisce la storia di una struttura rasa al suolo dopo anni di abbandono e più di 500mila euro, di soldi pubblici, sepsi per ristrutturare l’immobile e renderlo idoneo per ospitare malati
Così finisce la storia di una struttura rasa al suolo dopo anni di abbandono e più di 500mila euro, di soldi pubblici, sepsi per ristrutturare l’immobile e renderlo idoneo per ospitare malati
Interni Hospice Melicucco

Devastato prima dall’incuria e poi dai vandali. Così finisce la storia dell’Hospice di Melicucco raso al suolo dopo anni di abbandono e più di 500mila euro, di soldi pubblici, sepsi per ristrutturare l’immobile e renderlo idoneo per ospitare malati. Vetri distrutti, tetti divelti, ascensori totalmente abbattuti, locali deteriorati dall’inutilizzo e dagli atti vandalici, cavi e tubature saccheggiate. Insomma, uno scempio totale in barba alle necessità del territorio e ai soldi dei contribuenti. Uno sperpero dalle proporzioni immani, che non desta particolare clamore perché in Calabria ci si è quasi assuefatti a questa situazione. Mentre la riorganizzazione sanitaria passa quasi tutto in mano ai privati, le strutture pagate e completate vengono abbandonate. Un’opera incompiuta, ma solo per metà, perché in realtà l’hospice di Melicucco incompiuto non era. Un’opera e una struttura finita pronta ad essere consegnata alla popolazione ma prima ancora ai malati, costretti in locali di fortuna e spesso trascurati e costretti a rivolgersi ai privati. La storia dell’Hospice di Melicucco, per il quale sono buttati (è il caso di dirlo vedendo l’attuale situazione) 500mila euro, è uno dei tanti esempi emblematici,  di come la sanità in regione sia arrivata ad essere una vera e propria emergenza. L’hospice è stato progettato più di dieci anni fa tenendo fede al Decreto n. 466 della Giunta regionale dell’agosto del 2000 che prevedeva, appunto, la realizzazione dei centri residenziali di cure palliative (gli hospice). Lo scempio a cui si assiste oggi, dopo essere stato vandalizzato per mesi, è quel che resta dell’ostello della Gioventù di Melicucco, di proprietà del Comune, donato in comodato d’uso all’azienda sanitaria, che avrebbe dovuto consegnare il secondo hospice della provincia reggina, dopo quello di Via delle Stelle a Reggio. L’entusiasmo iniziale per quest’operazione ha presto lasciato spazio allo sconforto e all’amarezza nel vedere sfumare l’ennesima promessa e con lei tutto quel denaro pubblico. Proprio così, i lavori di adeguamento hanno richiesto oltre ai noti 500mila euro, su 700 richiesti, ben due anni di lavori, cominciati nel 2008 e conclusi nel 2010. Dal 2010 in poi il nulla. Si attendono ancora i 200mila euro mancanti per concludere i pagamenti e acquistare gli arredi. In realtà guardando cosa resta dell’hospice, sarebbe tutto o quasi da rifare, quindi i 200mila euro sarebbero solo un acconto. Dopo i tanti cambiamenti apportati dai commissari, alla fine Melicucco è stato cancellato dai programmi e adesso quella struttura, che doveva diventare un fiore all’occhiello è li inerme, inutile, abbandonata a se stessa e consegnata in mano ai vandali mentre i pazienti ancora soffrono la carenza di posti letto. Le immagini parlano da sole e vedere quel che resta di questa struttura fa rabbia perché li è stato gettato il sudore di ogni onesto cittadino e il sangue dei malati che ogni giorno vivono di stenti, disagi e proteste. Così muore l’Hospice di Melicucco.