Bovalino, l’appello di Crea (Adda): «Neuropsichiatria non chiuda»

L'allarme del presidente su Facebook per evitare la soppressione del servizio. Chiesto dal sindaco un incontro all'Asp. Polimeno: «Sanità in situazione critica»
L'allarme del presidente su Facebook per evitare la soppressione del servizio. Chiesto dal sindaco un incontro all'Asp. Polimeno: «Sanità in situazione critica»
Bovalino

Il servizio di Neuropsichiatria infantile di Bovalino a rischio chiusura? A denunciarlo con un post su Facebook è il presidente dell’associazione Adda e Angsa Vincenzo Crea, da sempre in prima linea a difesa dei soggetti diversamente abili. «Le famiglie di Bovalino e dei paesi limitrofi – scrive Crea – a causa del pensionamento delle figure preposte, dovranno recarsi a Siderno. É inconcepibile e disumano che accada ciò». Secondo il presidente Adda ripercussioni ci saranno anche in ambito scolastico. In realtà, secondo quanto si è appreso, i neuropsichiatri sono presenti nella struttura nei giorni stabiliti. A rischio è il servizio che riguarda l’equipe multidisciplinare che si occupa delle attività di inserimento scolastico e certificazione degli alunni con disabilità, attività fondamentale e obbligatoria. «L’assenza delle assistenti sociali recentemente andate in quiescenza – sostiene il consigliere comunale di minoranza Alessandra Polimeno – pregiudica il percorso di accertamento dell’handicap e i successivi interventi. Purtroppo – continua – la situazione critica e preoccupante in cui versa la sanità nel nostro territorio coinvolge anche le realtà periferiche».

Un problema già posto all’azienda sanitaria sei mesi fa dal sindaco Vincenzo Maesano: «Avevo chiesto un incontro ai commissari per ampliare la pianta organica – spiega a ilReggino – Bovalino ha due immobili dati in comodato all’Asp ma che sono inutilizzati da tempo. Nonostante i solleciti non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E’ una situazione – rimarca il primo cittadino bovalinese – che non ci sta bene e per la quale ci batteremo affinchè si trovi una soluzione».