domenica,Dicembre 6 2020

Sera (Gruppo Oltre): «Continua il saccheggio della sanità reggina»

L’azienda sanitaria di Padova è stata scelta dal Ministero della Salute, per collaborare alla riorganizzazione dell’attività chirurgica in Calabria che è in piano di rientro

Sera (Gruppo Oltre): «Continua il saccheggio della sanità reggina»

«Continua il saccheggio della sanità reggina». Così Giuseppe Sera, consigliere del gruppo “Oltre” al comune di Reggio Calabria. Scrive Sera «L’ultima è venuta fuori dai “Salvatori Padani” i quali, di concerto con ex-governo giallo-verde, si sono inventati un intervento per sanare le casse delle aziende sanitarie calabresi comprese quelle del GOM di Reggio Calabria, che peraltro, è l’unico ospedale calabrese con un bilancio positivo. Il tutto per loro grande spirito di altruismo così come lo ha definito Zaia: “…Il significato di questo progetto è enorme perché si sostanzia in solidarietà concreta tra Regioni, con i fatti, non a parole. Quella stessa solidarietà che non mancherà, anzi potrebbe anche ampliarsi, con l’autonomia.”. Peccato che questo tanto decantato altruismo ci costerà 200.000 € mentre all’azienda Sanitaria di Padova regalerà una importante vetrina pubblicitaria. Sono talmente altruisti che si prefiggono di salvare una azienda ospedaliera già in attivo per la modica cifra di 200.000 €.

In realtà che quello che serve al GOM è di completare il percorso già intrapreso ossia il piano di assunzioni di personale medico e paramedico, interrotto bruscamente proprio dal recente dal Decreto Calabria. L’obiettivo di cotanta disponibilità non è certo quello di “offrire” una soluzione radicale ai problemi calabresi, (aziende prive di vertici, con blocco delle assunzioni di personale medico e paramedico con rischio di chiusura di reparti giusto per citarne qualcuna), ma una semplice riorganizzazione “lampo” della chirurgia attraverso attività di pianificazione e gestione, formazione e supporto del personale locale con incontri e seminari, produzione di report sull’andamento delle attività progettuale». Specifica il consigliere «La sanità della Regione del Veneto quindi, e nella fattispecie, l’Azienda Sanitaria di Padova, è stata scelta dal Ministero della Salute, per collaborare alla riorganizzazione dell’attività chirurgica in Calabria che è in piano di rientro. Il ministero della Salute ha recepito di fatto una decisione dello scorso giugno a una richiesta di intervento fatta alla regione Veneto proprio da parte del ministero, concertata con il direttore generale della programmazione sanitaria Andrea Urbani. Nella delibera si parla di un accordo di collaborazione ex art. 15 della legge n. 241 del 1990 per la realizzazione del progetto “Riorganizzazione dell’attività chirurgica per setting assistenziali e complessità di cura” tra il ministero della Salute, la Regione del Veneto e l’Azienda Ospedaliera di Padova, che si impegna a svolgere le attività di pianificazione e gestione delle attività progettuali e delle risorse per gli Hub e gli Spoke della Calabria». Un obbligo, secondo sera «delirante e umiliante calato come una scure senza preavviso è appreso, secondo quanto affermato dal governatore Oliviero, a mezzo stampa dopo più di un anno di discussione tra ministero e regione Veneto, non tiene conto delle realtà territoriali locali. Una recente nota del GOM infatti, sottolinea l’alta professionalità e ampia offerta assistenziale che l’Hub reggino dispone. Il Grande Ospedale Metropolitano gode infatti di ottima salute, nel 2018 sono stati eseguiti 7.162 interventi di chirurgia complessa e 1.832 di chirurgia minore ed ha chiuso il bilancio in attivo, è dotato di 10 Unità Operative chirurgiche distribuite su due blocchi operatori per complessive dieci sale operatorie di moderna concezione (di cui quattro informatizzate). L’alta professionalità offerta dalle UOC di chirurgia, cardiochirurgia e centro trapianti avvalendosi della moderna robotica di cui dispone e di tecniche laparoscopiche all’avanguardia è in grado di offrire chirurgia di alta precisione, con tempi di ripresa per i pazienti più che dimezzati, contraendo peraltro la migrazione sanitaria che pesa come un macigno sulla economia Calabrese».