venerdì,Dicembre 4 2020

Locri, medici trasferiti. L’ira della Uil: «Politica di smantellamento»

Il sindacato di categoria alza la voce: «Vani i nostri appelli. Pronti ad informare il Presidente della Repubblica»

Locri, medici trasferiti. L’ira della Uil: «Politica di smantellamento»

Fa ancora discutere il trasferimento in via temporanea di due sanitari in servizio all’ospedale di Locri verso il nosocomio di Polistena. Dopo il sindaco Calabrese a tuonare e la segreteria provinciale della Uil-Fpl che parla apertamente di «politica di smantellamento, nel silenzio più assoluto». Un provvedimento, quello dell’Asp reggina, ritenuto «Incomprensibile, grave e irresponsabile che depotenzia l’unità operativa dell’ospedale di Locri. Tutto succede durante una opaca, oscura, inquietante campagna elettorale – afferma il sindacalista Nicola Simone – dove la politica è silente ed inoperosa anche in queste circostanze. La Uil non sa più a che Santo votarsi nella ricerca di interlocutori, istituzionalmente preposti a riscontrare al deficit di legalità e disorganizzazione sanitaria che si è impadronita del nostro territorio. Infatti, a nulla sembra valgano i nostri appelli e denunce a Ministri, Prefettura, Magistratura e autorità sanitarie nazionali e regionali».

Per la Uil si tratta di «Una marcia inesorabile di distruzione progressiva che ha reso impossibile fruire del diritto alla salute, sembra insistere una regia che scientemente sta distruggendo la sanità del nostro territorio. La popolazione è completamente abbandonata a se stessa e di questo non importa nulla a nessuno. Come organizzazione sindacale – ha rimarcato la Uil – rimaniamo sbalorditi del fatto che le nostre denunce non abbiamo alcun seguito, nonostante l’evidenza di fatti, circostanze e condotte rilevanti dal punto di vista penale. È inutile che valenti magistrati esortino la società civile a denunciare avendo fiducia nella magistratura se poi questa rimane inoperosa, impacciata, irritata di fronte a chi ha ancora il coraggio di ribellarsi al malaffare ed alla corruzione trasversale che anche le recenti operazioni sul versante cosentino e catanzarese hanno fatto emergere». Secondo Simone «Lo scempio che si sta facendo della sanità pubblica è inconcepibile che sia perpetrato alla luce del sole, con individuati tracotanti responsabili e lo Stato consenta tale sfacelo divenendo, nei fatti, complice del malaffare. Non accetteremo supinamente tale condizione, continueremo nella nostra azione isolata di contrapposizione a quello che appare sempre più un sistema, a giorni presenteremo l’ennesima denuncia, stavolta, diretta all’inopinata decisione di un direttore sanitario, il quale invece di utilizzare medici-anestesisti imboscati, riesce ad eccellere solo nel mettere pezze peggiori dei buchi che trova lungo la sua “settimana corta”».

Quindi un ultimatum «Se la Uil di fronte ad un quadro di responsabilità penali eclatanti che stanno determinando risvolti pericolosissimi sulla salute e sicurezza generale, dovesse ancora incrociare insipienza, pigrizia, complicità e distrazione, non lesinerà di chiedere un intervento autorevole al Presidente della Repubblica anche nella qualità di presidente del Csm».