martedì,Ottobre 20 2020

A Scilla il centro di procreazione assistita entrerà in funzione. L’ok dell’Asp

Dopo il taglio del nastro nel 2014 il declino. Ma dopo anni di silenzio è arrivata la delibera che apre le porte del primo centro Pma della provincia. Il secondo in regione che darà assistenza alle coppie con problemi di infertilità

A Scilla il centro di procreazione assistita entrerà in funzione. L’ok dell’Asp

E’ stata deliberata dalla Commissione Straordinaria dell’ASP di Reggio Calabria su proposta del Direttore Sanitario Aziendale dottor Antonio Bray l’istituzione del 1° livello di Procreazione Medicalmente Assistita (Inseminazione Intra Uterina) presso la Casa della Salute di Scilla.

La resilienza di pochi

Un’attesa lunga, quasi infinita. Ma se molti avevano gettato la spugna guardando a quel reparto come a un gioiello senz’anima, a non demordere credendo fermamente nell’utilità e nella bontà del progetto è stato il dottor Francesco Sarica. Questo è un attestato che darà, non solo una boccata d’ossigeno a tutte quelle coppie che fino ad oggi erano costrette a lunghi viaggi per avere questo tipo di assistenza, ma darà anche una speranza di rilancio all’intera struttura scillese.  

La delibera

L’apertura del Centro in ambito pubblico è parte integrante della rete specialistica deputata all’erogazione di prestazioni di PMA sul territorio regionale. Assistenza dedicata alle coppie infertili che spesso vengono assistite in strutture extraregionali con notevoli disagi economici e psicologici. Allo stato attuale i valori percentuali dell’infertilità sono in lieve aumento, stimati a livello mondiale tra il 10 ed il 20% delle coppie in età riproduttiva. In Italia le pazienti infertili sono oggi per la maggior parte appartenenti alla classe di età superiore ai 35 anni e dove la nascita del primo figlio avviene ormai in media dopo i 30 anni.

Chi dirigerà il centro?

Il Centro di PMA della Casa della Salute di Scilla sarà diretto dal Dottor Francesco Sarica, Specialista in Ginecologia ed Ostetricia  e Dottore di Ricerca in Fisiopatologia della Riproduzione – Master Universitario di 2° livello in Medicina della Riproduzione  dell’Università degli studi di Padova.

Al centro potranno accedere alle prestazioni le coppie in cui la donna non abbia ancora compiuto il 43° anno di età al momento della esecuzione della tecnica per un numero di quattro tentativi secondo le modalità stabilite dalla legge n. 40 del 19 febbraio 2004 “ Norme in materia di Procreazione Medicalmente Assistita”.

Si guarda al futuro

Il Centro  PMA di Scilla è stato programmato anche per il 2° livello per cui in un prossimo futuro si attende l’autorizzazione per attivare anche la fecondazione in vitro per quelle pazienti che necessitano di tale metodica.

Il taglio del nastro nel 2014

Ci sono voluti quasi sei anni. Un sogno che si realizza dopo un percorso ad ostacoli che ha fatto temere il peggio. Questo è successo a Scilla, per l’ennesima volta, s’inizia un progetto, quello della procreazione medicalmente assistita, si stanziano 300 mila euro, si fa un concorso per assumere il personale, taglio di nastro e si parte.  Era il 2014, da li in poi il declino fino ad arrivare al silenzio totale.

Un reparto nuovo di zecca e all’avanguardia

Un reparto degno di una fiction americana, una di quelle realtà alle quali, soprattutto alle nostre latitudini, non siamo abituati. Fino a qualche giorno fa pensare di dover abbandonare ed etichettare come “spreco di denaro pubblico” quel reparto era una realtà plausibile. Fortunatamente la resilienza e la tenacia di chi vive quotidianamente i bisogni di giovani coppie che lottano l’infertilità come il dottor Sarica, ha permesso di non spegnere i riflettori su una realtà che, adesso, ha tutte le carte in regola per diventare un fiore all’occhiello della sanità calabrese.

Cosa cambia per la Casa della Salute di Scilla

Intanto gli scillesi festeggiano perché adesso per la Casa della Salute si apre uno spiraglio che non è più di sopravvivenza ma dovrà essere necessariamente di rilancio. Magari questa sarà l’occasione propizia per scavare a fondo e comprendere che fine abbiano fatto i fondi destinati alla riqualificazione della struttura. Intanto un risultato c’è e va accolto come merita perché questo di questo centro beneficerà l’intera regione e si metterà, almeno in questo caso, la parola fine alla migrazione verso altre regioni.