venerdì,Novembre 27 2020

Coronavirus, il Ministero: «Calabria in difficoltà a gestire l’emergenza»

La circolare stronca la regione calabrese: «Non è dotata di struttura specifica». E si pensa ad un "tutoraggio" esterno per sovrintendere alla situazione

Coronavirus, il Ministero: «Calabria in difficoltà a gestire l’emergenza»

«La Calabria non è dotata di una struttura specifica» per gestire una emergenza epidemiologica ed è la regione che presenta le maggiori difficoltà. Sono righe tremende quelle riportate all’interno di una circolare del Ministero della Salute con riferimento al coronavirus

Lo spazio dedicato alla Calabria è quello alla fine del documento, ma attesta – stando a quanto riferiscono gli esperti del Ministero – come la regione sia l’unica a non essere dotata dei mezzi necessari per far fronte ad una potenziale emergenza.

E cosa si decide di fare? Quello che evidentemente si pensa sia più semplice: individuare una figura esterna (di fatto una sorta di “commissario”) «specificamente incaricata di sovrintendere a tale situazione di emergenza». 

Il caso sospetto a Reggio Calabria

L’oggetto della circolare concerne i potenziali casi di coronavirus (nCoV) e la relativa gestione. Qualcosa che in questo momento di attesa riguarda molto da vicino Reggio Calabria dove, in regime di isolamento, è ricoverata una ragazza di Taurianova. Mentre cresce l’attesa per i risultati dei test analizzati dallo Spallanzani di Roma, arriva una circolare da  Ministero, riportata da Quotidianosanità.it autorevole testata specializzata, che lascia poco da sperare sulla gestione del virus in Calabria.

Precisamente alla voce “altri elementi” il direttore generale della prevenzione sanitaria, ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale, Claudio D’Amario, pone l’accento sulla Calabria: «Con riferimento alla gestione dei potenziali casi di coronavirus, si rappresenta che – tra le regioni –la Calabria risulta essere quella con maggiori difficoltà di gestione dell’emergenza epidemiologica, non essendo dotata di una struttura specifica a tal fine dedicata.
A tale riguardo, si sottopone alle valutazioni l’individuazione di una figura specificamente incaricata di sovrintendere a tale situazione di emergenza».

La Calabria si conferma la Cenerentola d’Italia nella sanità e se il commissario non basta, arriva una figura da dedicare all’emergenza. Peccato che il caso sospetto, intanto, a Reggio Calabria sia stato gestito con enorme professionalità da tutti gli attori coinvolti, risultando fra l’altro uno dei primi sospetti assoluti in Italia. Così, mentre oggi si attendono gli esiti, nel frattempo, come si legge nella circolare del Ministero, «la continua evoluzione della situazione epidemiologica dell’infezione 2019 n-CoV induce a rivalutare non solo la gestione dei casi, ma anche la gestione delle persone che sono state in contatto con i nuovi casi individuati (“contatti”). Per questo il Ministero ha emanato una nuova circolare con gli elementi per la sorveglianza ed il controllo dell’infezione».