martedì,Novembre 24 2020

Presunta malasanità a Locri, cinque medici rinviati a giudizio

Secondo l’ipotesi della Procura all’uomo sarebbe stata inspiegabilmente diagnosticata una sospetta malattia tubercolare inesistente

Presunta malasanità a Locri, cinque medici rinviati a giudizio

Il Gup di Locri ha rinviato a giudizio cinque medici dell’ospedale di Locri, indagati per la morte di Giuseppe Galea, 52enne di Siderno, docente all’Itis di Oppido Mamertina, morto nel febbraio 2018 nel reparto di Pneumologia del nosocomio locrese. Come riporta l’edizione odierna di Gazzetta del Sud, si tratta del direttore della Soc di Pneumologia dell’ospedale Domenico Calabrò, e dei dirigenti Giorgio Cotrona, Domenico Niceforo, Antonio Staltari e Giuseppe Varacalli. L’indagine dei magistrati locresi nasce a seguito della denuncia dei familiari.

Secondo l’ipotesi della Procura di Locri all’uomo sarebbe stata inspiegabilmente diagnosticata una sospetta malattia tubercolare inesistente. Galea accusò un malore il 26 dicembre 2017 per la prima volta, avvertendo dolori al torace e difficoltà respiratorie accompagnate da una forte tosse. Dopo essersi recato all’ospedale di Locri era stato dimesso con una cura, senza particolari problemi. Un mese dopo, nella notte tra il 23 e il 24 gennaio, i dolori sono riapparsi. Il 26 gennaio il prof appassionato di mountain bike viene sottoposto a una Tac: il giorno dopo viene trasferito in una stanza singola, praticamente in quarantena «poiché affetto da tubercolosi» raccontarono all’epoca i familiari.


A fine gennaio, un altro medico sentenzia che Galea in realtà è affetto da alveolite polmonare. L’uomo iniziata a non riconoscere i parenti malato non riconosce il fratello e “vede” nella stanza persone in realtà non presenti. Ma il medico di turno rassicurava: nel giro di 10 giorni guarirà e sarà dimesso. In realtà, alle 16 dello stesso giorno Galea viene trasferito in Rianimazione, prima di morire la sera del 4 febbraio.