sabato,Novembre 28 2020

Reggio, non solo carenza di farmaci. Tutte le criticità di oncologia

Il primario Pierpaolo Correale dipinge una situazione allarmante che, senza interventi urgenti, rischia di far implodere un reparto molto delicato

Reggio, non solo carenza di farmaci. Tutte le criticità di oncologia

Da ieri mattina il Grande Ospedale Metropolitano non può fornire tutte le terapie ai pazienti oncologici perché mancano i farmaci. Una barzelletta? Assolutamente no. A spiegarci i tanti disagi legati a questi ritardi è il primario di oncologia Pierpaolo Correale.

I farmaci mancanti

«Un problema con il nuovo sistema informatico ha creato un disservizio poiché non sono partiti in tempo gli ordini e auspichiamo venga risolto al più presto – spiega Correale senza fare allarmismo – Mancano alcuni farmaci immunologici e altri per il tumore alla mammella. Questo comporta che dobbiamo rimandare le terapie di alcuni pazienti e, avendo un day hospital sovraccarico, ci comporta dei problemi organizzativi interni».

Le scuse del Gom

Dal Gom arrivano rassicurazioni e scuse ai pazienti ma la situazione è drammatica sotto diversi aspetti. Uno stato di sofferenza che vive l’intero ospedale e in particolare un reparto delicato come quello oncologico che deve fare i conti con carenze profonde soprattutto in termini di organico ridotto all’osso soprattutto adesso che 50 infermieri precari sono stati mandati a casa senza proroga.

La carenza di personale e gli infermieri lasciati a casa

«Noi, in particolare il reparto di oncologia, sta vivendo con ansia perché siamo sicuri che stanno cercando una soluzione però questo licenziamento degli infermieri precari per noi è un problema serio perché già lo scorso anno sono stati fatti dei cambi. Infermieri a tempo indeterminato sono stati spostati in altri reparti e sostituiti con infermieri a tempo determinato, di conseguenza, se non vengono prorogati questi contratti in attesa del nuovo concorso, rimango senza 4 unità in reparto e senza due unità in day hospital. Contemporaneamente abbiamo un’infermiera che si è rotta un braccio, una che si sposa e due che hanno chiesto legittimamente la 104. So che adesso abbiamo un commissario alla quale avranno già riferito queste problematiche e di queste carenze alcune reparti soffriranno più di altri. Il nostro, in particolare, è messo a dura prova considerando che vi è un flusso continuo anche da pronto soccorso. La preoccupazione è tanta». 

Le risposte attese

Adesso è tempo di dare risposte e di comprendere di chi sia la responsabilità di questi disservizi.

«Adesso vorremmo solo delle risposte – ha concluso il primario – ognuno di noi sta facendo delle pressioni sulla direzione. Questa mattina ho appreso che il direttore di presidio che stava curando questa vicenda è stato destinato come direttore sanitario a Vibo Valentia e adesso vorrei capire chi gestirà una questione fondamentale rimasta in sospeso».