giovedì,Ottobre 22 2020

«Mio figlio, chiuso in una stanzetta a Milano per due mesi, ora ha diritto di tornare a casa»

LA LETTERA | Lo sfogo di una madre, dopo il lungo tempo trascorso lontana dal figlio che ha scelto di rimanere a Milano per rispettare le regole. Ma ora, senza lavoro, le condizioni diventano proibitive

«Mio figlio, chiuso in una stanzetta a Milano per due mesi, ora ha diritto di tornare a casa»

Gent. ma signora Presidente Santelli, e scrivo circa la sua decisione di continuare a non consentire il rientro dei fuorisede calabresi, quei pochi ormai, tra studenti e lavoratori, che hanno rispettato le regole, che non hanno partecipato agli esodi di rientro, che non sono (come tanti) fuggiti con i propri mezzi, poiché non ne possiedono nemmeno.

Hanno temporeggiato per comprendere meglio un fenomeno che via via si evolveva e precipitava rapidamente, con razionalità, prudenza, senso civico e rispetto delle norme. Mio figlio è tra questi: studente fuori sede ha affrontato all’inizio la situazione con determinazione e il risoluto ardimento, tipico dei giovani, proponendosi di rimanere al suo posto, con l’auspicio e anche un ottimistico convincimento iniziale, che le cose si sarebbero risolte positivamente di lì a poco.

Così non è stato, i giorni sono diventati sempre più tristemente uguali, il tempo è diventato un tempo sospeso, la distanza si è dilatata, le paure amplificate, lo smarrimento aumentato mentre le inquietudini montavano a dismisura. Ma ci si è disciplinati, si è rimasti “attaccati” alle notizie, cercando di andare avanti, con mille raccomandazioni, poche ore di sonno e tante operose distrazioni domestiche .

Ogni telefonata esigeva una pre- impostazione del tono della voce che doveva necessariamente essere improntato alla normalità, per tranquillizzare, ravvivare le speranze, scacciare i cattivi pensieri. Col cuore in gola, ogni volta, temendo una seppur minima variazione mi assicuravo che tutto continuasse ad andar bene , tiravo un momentaneo sospiro di sollievo, pensavo di poter resistere , di poter continuare a custodire nel cuore e anche di poter tentare di …pregare. È questo il “mestiere “ naturalmente connaturato di madre.

Ho visto ritornare , anche molto dopo il suo “blocco regionale” tanti figli, studenti che dall’estero sono stati fatti rientrare in Calabria , anche provenienti da zone critiche come la Spagna e la Gran Bretagna. Mio figlio è ancora a Milano e da lì pare non si possa ancora tornare; credo però che ora lui abbia pagato un sufficiente dazio di paure, di isolamento e anche di difficoltà , oltre che emotive , logistiche e di sostentamento dacché sono venute meno le più ampie possibilità ciò dovuto all’interruzione momentanea di alcune attività lavorative genitoriali.

Azzardando un po’ con un parossistico parallelismo, mi viene in mente Socrate e la sua coerenza morale, allorquando di fronte alla possibilità dell’esilio o della fuga scelse di bere “l’amaro calice “; anche noi ci fregiamo di non ricorrere a “mezzi” e “mezzucci”, siamo quello che fanno le file e le trafile, che rispettano le Leggi e le Istituzioni, che sembrano poco scaltri perché non ricorrono alle furberie, che sentono forte il fremito dell’indignazione di fronte alle ingiustizie, che non chiedono favori e, alle oscure e paludose scorciatoie preferiscono i soleggiati, benché più lunghi, sentieri. Ora però io decido con forza di scegliere il diritto di Antigone alla legge di Creonte!

Credo non sia più a lungo sopportabile questa distanza diventata siderale e credo che mio figlio abbia diritto di abbandonare la sua piccola e grigia stanza di 2 metri per 2 in cui è rimasto chiuso per due mesi e mezzo e, dopo regolare autodenuncia alle Autorità competenti, dopo regolare quarantena presso una abitazione già individuata, possa ritornare da me che lo aspetto e nella sua casa e dalla sua stanza, poter tornare a rivedere il mare che nelle giornate di sole ha lo stesso colore dei suoi occhi felici! Distinti saluti e tantissimi auguri di buon compleanno al mio adorato figliol

Francesca Tomasello, psicologa e docente di Filosofia al liceo scientifico di Bovalino