lunedì,Ottobre 25 2021

Coronavirus, ecco cosa prevede la fase 2. Il decreto Conte del 26 aprile e l’elenco delle attività che riaprono

Il dpcm prevede tre scadenze che scandiscono diverse tappe dell'allentamento del lockdown: 4 e 18 maggio e 1° giugno

Coronavirus, ecco cosa prevede la fase 2. Il decreto Conte del 26 aprile e l’elenco delle attività che riaprono

Sono tre le tappe previste nei prossimi giorni dal decreto del premier Giuseppe Conte per allentare il lockdown e le misure per contenere il coronavirus: 4 maggio, 18 maggio e 1 giugno. Ad illustrare il contenuto del dpcm (sotto in allegato) è stato lo stesso premier ieri sera. Vediamo più da vicino cosa ci aspetta nei prossimi giorni.

Dpcm: le attività che riaprono dal 4 maggio

Dal prossimo 4 maggio potranno comprende, tra gli altri, il tessile, la moda, la fabbricazione di auto, il comparto del vetro, la fabbricazione di mobili. A cui si aggiungono le attività produttive orientate in modo prevalente alle esportazioni, le attività nel settore delle costruzioni (quindi cantieri anti-dissesto idrogeologico o per l’edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria). Riaperture possibili solo nel rispetto dei protocolli di sicurezza esistenti, in particolare, per i cantieri l’ultimo è datato  24 aprile.

Ma dal 4 maggio, con ingressi contingentati, riapriranno parchi e ville. L’accesso sarà condizionato al rispetto del divieto assoluto di assembramenti e della distanza interpersonale di un metro.

Dpcm: dal 4 maggio consentite le visite a i parenti

Consentiti dal 4 maggio anche gli spostamenti da un comune all’altro della stessa regione per motivi di lavoro, salute o necessità e urgenza. Ricompresi nell’ultima categoria e vengono annoverati tra quelli necessari e urgenti anche «gli spostamenti per incontrare congiunti, purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine». Tra una regione e l’altra, invece, ci si potrà spostare solo per lavoro, ragioni di salute e altre necessità e urgenze. Possibili i rientri presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

È invece esplicitato l’obbligo di rimanere a casa per chiunque abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre più alta di 37,5 °. Sarà possibile fare sport e attività motoria, non solo più nei pressi della propria abitazione, ma sempre a livello individuale o con un minore o non autosufficiente. Nel rispetto della distanza di due metri per l’attività sportiva e di un metro per le altre.

Mentre le cerimonie religiose restano sospese, saranno invece consentiti i funerali con l’esclusiva partecipazione di parenti di primo e secondo grado e, comunque, fino a un massimo di 15 persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando mascherine protettive.

Dpcm, commercio al dettaglio dal 18 maggio

Il decreto del premier stabilisce inoltre che riprenderà il 18 maggio il commercio al dettaglio, mantenendo le distanze. Nella stessa data, 18 maggio, è prevista la riapertura di musei e biblioteche. Riprenderanno anche gli allenamenti di squadra.

Dpcm, le attività che ripartono dal 1° giugno

Secondo il decreto Conte dovranno attendere il 1° giugno parrucchieri, barbieri ed estetiste, ed ancora  bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie. In questo frangente però viene consentita la ristorazione con consegna a domicilio. Possibile anche la ristorazione da  asporto, con l’obbligo di rimanere a distanza di un metro, di non consumare i prodotti nei locali e di non sostare nelle immediate vicinanze degli esercizi. Dal primo giugno, per i locali che riapriranno saranno da rispettare: la distanza di un metro tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.

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