sabato,Ottobre 31 2020

Reggio Calabria, dopo 4 mesi arriva il bando dell’Asp per l’assistenza ai malati cronici

Comunità Competente e Comitato dei malati cronici: «È stato fatto un altro passo verso una sanità normale»

Reggio Calabria, dopo 4 mesi arriva il bando dell’Asp per l’assistenza ai malati cronici

Finalmente dopo oltre 4 mesi di iniziative del Comitato dei malati cronici e  di Comunità Competente, l’Asp di Reggio Calabria ha emanato un bando, dopo quello per il Distretto della Locride, per i pazienti bisognosi di cure domiciliari. «Un altro passo verso una sanità normale» chiarisce Rubens Curia, portavoce di Comunità competente. Una battaglia quella messa a punto insieme al Comitato dei malati cronici la cui presidente è l’architetto Maria Teresa Roto, perchè si attui nella provincia di Reggio il servizio di  cure domiciliari.

«Una delle quattro inadempienze regionali attinente ai Lea sono le cure domiciliari – spiega Curia, riassumendo in sintesi, il lavoro fatto in questi mesi da comitato e comunità – Le cure sono state sospese nel maggio del 2019 da parte della struttura commissariale. Si tratta di pazienti gravi che sono stati abbandonati. Ci siamo rivolti al ministro alla salute, alla Procura della Repubblica, al Dipartimento. L’obiettivo degli incontri è stato l’avvio delle cure domiciliari». Per risolvere in parte la situazione,  l’avviso interno, emanato a tal proposito due mesi fa, non ha portato a nulla. «La soluzione che abbiamo suggerito è stata quella di richiedere nel Piano di fabbisogno l’assunzione dei fisioterapisti. Fondamentale l’incontro romano del 7 luglio col viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. Sul distretto di Locri è stato fatto un avviso di disponibilità dando tempo 48 ore. Lì i fisioterapisti sono già a disposizione.

Sul distretto di Reggio Calabria, finalmente, qualche giorno fa, è uscito il bando, pubblicato sul sito dell’Azienda sanitaria, in cui si danno 15 giorni per presentare le domande». Un’altra perdita di tempo. Cosa succederà adesso?

«Trascorsi i 15 giorni sarà stilato un elenco (non una graduatoria) in cui rilevi la presenza dei titoli degli aspiranti, dopo questo il direttore del distretto convocherà infermieri, fisioterapisti e logopedisti e si muoverà  in base ai piani assistenziali individuali dei pazienti».

«Le cure domiciliari – spiega Curia – sono una cosa seria ci vuole assistenza individuale, servono non solo infermieri, ma anche fisioterapisti e logopedisti, è un lavoro d’equipe, un confronto, servono le valutazioni degli specialisti sui pazienti. Ho parlato di fare un primo passo perché bisognerà proseguire su questa strada».