venerdì,Ottobre 30 2020

Sanità, Cotticelli non si dimette (per ora) e avvia la resa dei conti con ospedali e Asp

I vertici delle aziende sanitarie dovranno illustrare le attività svolte negli ultimi mesi e consegnare al commissario regionale una relazione entro il 31 ottobre. In gioco la decadenza dagli incarichi

Sanità, Cotticelli non si dimette (per ora) e avvia la resa dei conti con ospedali e Asp

Di Luana Costa

La comunicazione è stata notificata solo questa mattina a tutte le aziende sanitarie e ospedaliere regionali ma il protocollo porta la data della giornata più dura per il commissario ad acta, Saverio Cotticelli, lungamente sferzato dai ministeri affiancanti della Salute e del Mef al punto da minacciare persino le dimissioni.

La troika ministeriale

Dopo essere stato messo all’indice per oltre otto ore per il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti nel piano di rientro ma, soprattutto, per il disastrato bilancio che nell’ultimo esercizio finanziario ha sfondato i 200 milioni di euro di disavanzo, il tandem commissariale sembra voler riprendere in mano le redini della situazione e lo fa aprendo le procedure di verifica nei confronti di tutti i commissari straordinari delle aziende sanitarie e ospedaliere regionali. 

Il decreto Calabria

Si tratta di un adempimento inserito nel testo del decreto Calabria, laddove all’articolo 2 si prevedono verifiche periodiche, almeno semestrali, sulle attività svolte dai commissari insediati ai vertici delle aziende calabresi. Il plenipotenziario della sanità calabrese ha infatti piena facoltà, in caso di inerzia gestionale o amministrativa, di contestare l’operato dei direttori generali e sentenziarne la decadenza. Una prerogativa finora mai esercitata dalla struttura commissariale che dalla data di entrata in vigore del provvedimento straordinario non ha mai avviato le verifiche periodiche sulle attività delle aziende.

Il giro di vite

E il giro di vite prende il via proprio all’indomani del tavolo interministeriale. La comunicazione porta la data del 9 ottobre, seconda giornata della riunione in realtà in programma l’8 ottobre ma sospesa nel pomeriggio per problemi tecnici insorti con il collegamento in videoconferenza da Roma. La comunicazione è asciutta e prescrive a tutte le aziende (escluse quelle sciolte per infiltrazioni mafiose: Asp di Reggio Calabria e Asp di Catanzaro) la trasmissione di una relazione “comprovante le attività poste in essere”. Al vaglio della struttura commissariale il raggiungimento degli obiettivi di salute e funzionamento dei servizi, la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e gli obblighi in materia di trasparenza. La deadline è fissata per il 31 ottobre.