lunedì,Ottobre 26 2020

Coronavirus, Conte firma il nuovo Dpcm: stop a feste private, gite e calcetto. Mascherine anche in casa

Stretta a bar e ristoranti. Stop a sport amatoriali di squadra. Limitazioni per cinema e concerti. Il provvedimento durerà trenta giorni

Coronavirus, Conte firma il nuovo Dpcm: stop a feste private, gite e calcetto. Mascherine anche in casa

Arriva il nuovo Dpcm con le misure di contrasto al contagio da Coronavirus. Confermate solo in parte le indiscrezioni della vigilia La firma giunge dopo un serrato confronto con le Regioni sul testo finale del provvedimento del Governo.

C’è una prima stretta a feste private. Forte raccomandazione a non ricevere più di sei familiari o amici con cui non si conviva. Nel mirino gli assembramenti, con chiusura di ristoranti e bar alle 24, mentre dalle 21 sarà vietato consumare in piedi. I clienti potranno essere serviti solo in locali che abbiano tavolini, che siano al chiuso o all’aperto. Divieto anche di gite scolastiche e stop pure alle partite di calcetto ed agli altri sport di contatto effettuati a livello amatoriale.

Ecco cosa prevede il testo che sarà in vigore per trenta giorni.

Obbligo mascherine

«È fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande». Così il nuovo Dpcm. Sono esclusi dall’obbligo tutti coloro che fanno attività sportiva, i bambini sotto i sei anni e le persone che hanno patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

Divieto di feste private al chiuso o all’aperto

Vige un divieto di feste private al chiuso o all’aperto e «forte raccomandazione» a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. Non riapriranno sale da ballo e discoteche. Via libera a fiere e congressi.
Le cerimonie civili o religiose vanno incontro a nuovi limiti: partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Gite scolastiche

Non riprendono i viaggi d’istruzione: «Sono sospesi – si legge nella bozza – i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio».

Movida

Stretta anche per bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie: «Le attività dei servizi di ristorazione sono consentite fino alle 24 con servizio al tavolo e sino alle 21 in assenza di servizio al tavolo». Viene invece consentita la «ristorazione con consegna a domicilio» e «d’asporto» ma «con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21», sempre per evitare assembramenti.

Cinema e concerti

Rimane il limite di 200 partecipanti per gli spettacoli al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. No a eventi che implichino assembramenti, e in cui non sia possibile mantenere le distanze. Rimane, ad ogni modo, la possibilità per Regioni e Province autonome di stabilire limiti diversi, d’intesa col ministero della Salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e caratteristiche dei luoghi.

Stadi

Per quanto concerne il pubblico alle competizioni sportive, esso è consentito «con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori» all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.