venerdì,Ottobre 23 2020

Coronavirus verso il coprifuoco alle 22 e la didattica a distanza per le superiori. Le contromisure del Governo

Per contrastare l’aumento dei contagi l’Esecutivo sta studiando in queste ore i provvedimenti necessari per evitare un nuovo lockdown che darebbe un altro duro colpo all’economia del Paese

Coronavirus verso il coprifuoco alle 22 e la didattica a distanza per le superiori. Le contromisure del Governo

Aumentano i contagi in Italia ed il Governo si prepara ad un ulteriore stretta. Le novità dovrebbero essere due: coprifuoco alle 22 e didattica a distanza per le scuole superiori. Di queste misure discute, senza non pochi contrasti, in queste ora l’Esecutivo. Nel frattempo, il premier Giuseppe Conte, dal suo profilo Twitter lancia un appello agli italiani: «Rispettiamo le nuove disposizioni, seguiamo le raccomandazioni, facciamo del bene al nostro Paese…». Quello che si vuole scongiurare è un nuovo lockdown. Un’ulteriore chiusura come quella dei mesi passati potrebbe dare il ko definito all’economia del Paese per i prossimi anni.

Si tratterebbe di norme simili a quelle adottate dalla vicina Francia. Soprattutto l’adozione del coprifuoco è una cosa molto probabile, considerate le pressioni di una parte dei cittadini contro la movida sfrenata. Domani è prevista una riunione del Consiglio dei ministri, un nuovo provvedimento potrebbe imporre a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 21 o alle 22, con controlli rafforzati e multe per chi non rispetta le regole.

La mela della discordia nel Governo in questo momento è la scuola, in particolare la didattica a distanza per le superiori come richiesto dai presidenti di regione. E intanto una della regioni con il più alto numero dei contagi, la Campania, chiude tutte le scuola fino al 30 ottobre, per decisione del presidente Vincenzo De Luca.

Sulla didattica a distanza per le superiori la ministra Lucia Azzolina non transige e non vuole mandare in fumo gli sforzi economici per i presidi scolastici acquistati per far fronte alla pandemia.  La proposta dei governatori chiarisce: «Non è all’ordine del giorno». Secondo la ministra le stesse Regioni a giugno non volevano inserire la didattica a distanza nelle linee guida. In questo contesto litigioso una proposta arriva Partito democratico che chiede di arrivare al 50% di didattica digitale alle superiori, alternando casa e scuola.