mercoledì,Dicembre 2 2020

Coronavirus, lo sfogo di Mammì: «Da solo a gestire l’emergenza»

Il medico guida "in solitudine" il dipartimento di Medicina Preventiva della Locride. «Così difficile dare risposte»

Coronavirus, lo sfogo di Mammì: «Da solo a gestire l’emergenza»

Si occupa dei tamponi e dei vaccini. Risponde alle centinaia di mail che intasano la sua posta elettronica e al telefono. E’ l’infernale giornata-tipo di Pier Domenico Mammì, responsabile della struttura di Medicina Preventiva dell’Asp di Reggio Calabria e punto di riferimento per l’emergenza Covi. Un dipartimento che da mesi, in piena pandemia, gestisce in completa solitudine, senza nessuno che gli possa dare una mano. «Lavoro dalle 5 del mattino a mezzanotte – ha detto il medico nel corso dell’ultima assemblea dei sindaci della Locride – da solo e non nego che sono molto in difficoltà, perchè fisicamente inizio a non farcela. Da marzo ad oggi non ho avuto un attimo di tregua. Ho chiesto due volte le dimissioni ma non sono state accettate». Ma c’è di più. «La gente ora è disperata, e riesce ad ottenere i risultati prima di me e dei sindaci mandando in tilt l’intero sistema. In questo modo faccio fatica a darvi delle risposte».

Nel corso del dibattito con i primi cittadini è emersa dunque l’esigenza di offrire un supporto alla struttura guidata “in solitaria” dal medico sidernese, sobbarcato da una mole di lavoro giornaliero disumano, al fine di agevolarlo nelle operazioni in laboratorio e ottimizzare il sistema di comunicazione dei dati tra Asp e amministratori locali. «Un forte disagio e una grande preoccupazione sapere che questo dipartimento sia guidato e gestito da una sola persona – ha espresso il presidente dell’assocomuni Caterina Belcastro – che cerca in tutti i modi di dare risposte a tutti i sindaci e a tutti i cittadini che a lui si rivolgono».

A preoccupare tuttavia gli amministratori locali è la carenza di tamponi sul territorio, a fronte di casi in costante aumento un po’ ovunque e con le Usca sotto pressione da giorni. Da qui l’intenzione dei primi cittadini di presentare ufficiale richiesta alla Regione Calabria e interessare della questione il Prefetto Mariani. «Dobbiamo insistere affinchè venga attivato il laboratorio analisi dell’ospedale di Locri per processare i tamponi – ha detto il sindaco Giovanni Calabrese – è una battaglia che continuiamo a portare avanti nell’interesse esclusivo della collettività». Per Vincenzo Maesano, primo cittadino di Bovalino, uno dei centri più colpiti dalla seconda ondata, «E’ assurdo che l’esito di un tampone positivo arrivi dopo poche ore, mentre per conoscere un esito negativo passano cinque giorni. E’ assurdo e inconcepibile».