mercoledì,Novembre 25 2020

Falcomatà: «Non si possono scaricare sui cittadini, responsabilità politiche a livello regionale e nazionale»

Il sindaco: «La beffa è che la Calabria è zona rossa non per i contagi, quanto per l’impossibilità di affrontare una nuova ondata di contagi»

Falcomatà: «Non si possono scaricare sui cittadini, responsabilità politiche a  livello regionale e nazionale»

Parla a margini della sobria commemorazione per il 4 novembre il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. E sul nuovo dpcm del governo afferma. «La beffa è che la Calabria dovrebbe essere zona rossa, non tanto per il numero dei contagi e la possibilità che questi contagi crescano, quanto per l’impossibilità di affrontare una nuova ondata di contagia causa dei pochi spazi e dei pochi presidi medici ospedalieri presenti in Regione».

Una decisione che «Suona come una beffa perché a marzo il virus ha bussato alle nostre porte, ci ha dato una possibilità per attrezzarci al suo ritorno. E questo sulla carta era previsto. Era prevista la realizzazione di un centro covid regionale, delle residenze covid. Era prevista l’assunzione di 500 persone tra personale medico e paramedico e l’aumento delle terapie intensive a 100 posto letto, l’aumento delle terapie semintensive a 134. Ecco di tutto questo è rimasto lettera morta. Abbiamo difficoltà anche a comunicare coi commissari Asp.

Tra poco verrà fuori un decreto Calabria e siamo in attesa di sapere ciò che prevede. E mentre succede questo il nostro Grande Ospedale metropolitano si vede bocciato il piano assunzionale. Questa è la situazione con cui ci troveremo ad affrontare le prossime settimane, queste le situazioni che purtroppo relegano la Calabria a zona Rossa, zona a rischio tre. É del tutto evidente che non si possono scaricare sui cittadini, i commercianti e gli esercenti le responsabilità della politica a tutti i livelli: a livello regionale e a livello nazionale.

Che questa misura impegni chi di dovere ad attuare le misure previste sette mesi fa e che ancora oggi non siamo state attuate. Continueremo a vigilare, a insistere e battere i pugni – chiude il primo cittadino – lo faremo come comunità, come popolo reggino, in maniera concertata. Ieri si è insediata la task force covid che sta affrontando esattamente questo tipo di situazioni. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità: noi come comunità reggina ce le stiamo assumendo in maniera civile, con grande senso di responsabilità, però non si può giocare sulla pelle dei reggini».