martedì,Dicembre 1 2020

Sanità, Coolap: «Nel caos generali i disabili mentali completamente dimenticati dalla politica»

Il coordinamento reggino: «Adesso i servizi psichiatrici attendono che i commissari Asp facciano approvare la rete territoriale, pronta da tempo»

Sanità, Coolap: «Nel caos generali i disabili mentali completamente dimenticati dalla politica»

Nel caos della sanità calabrese c’è una categoria di persone fragili completamente dimenticate, quella dei disabili mentali. Dopo lo scandalo del commissario ad acta Cotticelli, il Coo.la.p. (Coordinamento lavoratori psichiatria) di Reggio Calabria fa sentire nuovamente la sua voce: «Abbiamo sentito parlare tanti parlamentari oggi, ma sono gli stessi che abbiamo interpellato e che ci hanno voltato le spalle. Alcuni politici della nostra città in Parlamento alzano la voce e quando vengono interpellati per dare una mano fanno solo passerella e demagogia.

Alla vergogna non c’è fine» spiegano dal coordinamento. «Vogliamo ricordare alla politica tutta che noi da anni denunciamo l’incapacità, partendo dal nostro settore, della gestione della sanità calabrese. Abbiamo chiesto più volte di essere ascoltati ma nessuno ha preso in considerazione il nostro grido d’allarme. Oggi la pandemia ha reso evidente l’inevitabile».

Disabili mentali dimenticati

L’ennesimo grido d’allarme che si leva quando sembra che, nel Paese, la psichiatria voglia poter cambiare, come testimoniano alcuni provvedimenti legislativi. «Ci fa piacere costatare la voglia di cambiamento di un sistema assistenziale, obsoleto e farraginoso, che ci dà modo di sperare in un modello terapeutico che vede al centro la persona e non solo la malattia e che vuole dare risposte sempre più concrete e interventi mirati. Infine, è questa la risposta più importante in questo momento per noi, desideriamo che la classe politica tutta ci dia supporto, per questo diamo la nostra totale disponibilità al confronto, sperando che non sia disattesa, per abbattere l’indifferenza verso la questione dei servizi psichiatrici e per ostacolare l’indifferenza verso la questione morale che vede le persone con disabilità di ogni genere e che continuano ad essere le più vulnerabili: discriminate, stigmatizzate, escluse e abbandonate». Queste sono alcune della considerazioni che il Coolap aveva preparato per la consultazione degli stati generali, appuntamento che è poi saltato per l’avvento della pandemia.

La follia non porta voti

È un’emergenza nell’emergenza quella dei disabili mentali, con le strutture (o, per meglio dire, le comunità) praticamente bloccate da marzo, dove si cerca di stare vicino agli ospiti con le videochiamate. Senza considerare che la stessa pandemia ha portato  a far crescere e spinto oltre i livelli del disagio mentale e, spiegano dal Coolap «Non siamo preparati. Molti non trovano un senso nella vita e la società non dona loro risposte». D’altro canto «La follia non porta voti. Per la politica si tratta di persone che non sono utili, ma non è così. Hanno capacità umane e sociali, sono alterità diverse, ma nessuno vuole spendere una parola per loro».

Asp fondamentale per il cambiamento

«Gli ostacoli sono favoriti dal fatto che le strutture da tempo immemore attendono di essere accreditate e che ancora l’ASP e la regione non abbiano provveduto alla revisione della rete territoriale, con il consueto balzo di responsabilità che va tutto a discapito del settore più debole, quello psichiatrico. Non basta celebrare la giornata Mondiale della Salute mentale, che ricorre ogni dieci ottobre, ma bisogna avere il coraggio e la voglia di ostacolare le disuguaglianze sociali attraverso la formazione di una rete sociale solida, tutelata e sostenuta da risorse economiche sufficienti». Da qui la richiesta: «i servizi psichiatrici attendono che i commissari Asp facciano approvare la rete territoriale, pronta da tempo. Riteniamo che i commissari Asp abbiano grosse responsabilità in tutto questo caos».