giovedì,Novembre 26 2020

Terapia intensiva al Gom, le verità di Macheda su posti letto e gravità dei pazienti

Il primario del reparto analizza i dati: "Ad oggi 6 ricoverati su 9 posti disponibili. A breve aumenteremo di altre 5 unità". Ed emerge l'importanza della zona rossa

Terapia intensiva al Gom, le verità di Macheda su posti letto e gravità dei pazienti

Mentre cresce la tensione a Reggio Calabria dove la zona rossa ha raccolto non pochi dissensi, la decisione da parte della Regione di interpretare i dati relativi alla terapia intensiva non è andata giù a chi giornalmente mette anima e corpo per salvare ogni singola vita.

E il primario Sebastiano Macheda ci tiene affinché venga fatta chiarezza: «La Regione, in atto, sta segnalando i pazienti intubati, e questo a mio avviso è sbagliato perché in terapia intensiva ci sono anche pazienti non intubati altrettanto gravi che grazie all’applicazione quotidiana di tutti i colleghi riusciamo a gestire in modalità meno invasive. E questo deve essere considerato un merito perché l’incubazione o la ventilazione meccanica può comportare altre problematiche a questi pazienti».

Non può essere fatta una distinzione tra pazienti gravi, dovrebbe invece essere fatta una seria iniezione di personale che al netto di tanti slogan non è mai entrato al Gom dove, invece, i casi continuano ad aumentare.

«Sono pazienti con tante comorbidità, che possono cambiare il loro quadro clinico da un momento all’altro e necessitare di un intervento immediato di intubazione per salvare la vita».

E i numeri sono tutt’altro che rassicuranti perché al momento «siamo con 6 pazienti in terapia intensiva Covid, con una potenzialità di 9 posti, quindi ci sono solo altri 3 posti. Abbiamo la rianimazione occupata in gran parte con pazienti che necessitano di stare in terapia intensiva».

La zona rossa probabilmente consentirà di tenere in numeri sotto controllo ma, dati alla mano, se le restrizioni non saranno rispettate i posti non basteranno perché, come riportato da statistiche e proiezioni, al 30 novembre i casi che necessitano di terapia intensiva potrebbero essere il doppio. Proprio per questo al Gom è già in moto la macchina per affrontare eventuali aumenti.

«Saranno approntati 12 posti letto dove alloggeremo i pazienti no covid, perché dobbiamo sempre ricordarci che non esiste sono questo virus. Esistono altri pazienti e altre patologie. Al momento la rianimazione è divisa in due in maniera netta, con percorsi separati, un’ala dedicata ai pazienti no covid e una ai pazienti covid. In totale sono 14 posti e grazie anche ai lavori di ristrutturazione, in condizioni straordinarie, possiamo anche incrementare la ricezione».