domenica,Novembre 29 2020

Coronavirus, la cura del Gom a base di adenosina dà effetti positivi

VIDEO | Dalla sperimentazione, all'uso nei pazienti di pneumologia e malattie infettive. Ecco come il protocollo reggino ha varcato i confini fino alla Florida

Coronavirus, la cura del Gom a base di adenosina dà effetti positivi

Non si ferma la ricerca al Gom di Reggio Calabria per trovare una cura al Covid. E i risultati continuano ad arrivare. Dopo l’intuizione del primario di Oncologia Pierpaolo Correale sull’utilizzo dell’adenosina e gli studi condotti sulla somministrazione via aerosol, si continua ad avere risultati incoraggianti anche in questa seconda ondata. E a dare merito a tutti i medici che ogni giorno si stanno impegnando con dedizione per dare una speranza anche ai pazienti più gravi, è il primario di Terapia Intensiva, Sebastiano Macheda, in prima linea in questa ricerca.

Seconda ondata

«I dati osservazionali sono positivi – ci spiega Macheda – infatti adesso, in questa seconda ondata, abbiamo ripreso ad utilizzare l’adenosina nei pazienti di terapia intensiva e, proprio oggi, contiamo di iniziare l’uso anche nei pazienti dove abbiamo indicazione, dei reparti di pneumologia e malattie infettive».

Diversi i passi avanti compiuti per arrivare alla fase di sperimentazione necessaria per l’utilizzo diffuso del protocollo reggino.

La sperimentazione

«Adesso stiamo per rispondere ai quesiti dell’Aifa per poter avviare finalmente lo studio sperimentale che è corretto fare per poter avere dei dati che siano obiettivi e capire con evidenza scientifica, la validità di questo nostro progetto».

La collaborazione con la Florida

L’interesse suscitato da questa intuizione ha varcato i confini nazionali arrivando a una collaborazione con la Florida. «Non ci siamo mai fermati. Siamo andati avanti anche con i colleghi dell’università della Florida, e con loro stiamo per siglare un’intesa di collaborazione. Anche molti colleghi in diverse parti d’Italia ci hanno contattato perchè vogliono provare ad utilizzare questo nostro protocollo. Quello che a noi interessa in questo momento non è tanto lo studio quanto salvare vite umane».