lunedì,Novembre 30 2020

Coronavirus, l’odissea di una famiglia reggina positiva al Covid abbandonata dalle istituzioni

Il racconto di Antonello che da 8 giorni attende che qualcuno chiami la sua famiglia. Ed inizia il rimpallo di competenze

Coronavirus, l’odissea di una famiglia reggina positiva al Covid abbandonata dalle istituzioni

Riceviamo e pubblichiamo

Buongiorno, sono Antonello da Reggio Calabria, vi scrivo in quanto non so più a chi rivolgermi per far presente una situazione paradossale che coinvolge la mia famiglia risultata positiva sintomatica al Covid19 di cui una Malata Oncologica immunodepressa.

Siamo risultati positivi giorno 9 novembre, dopo Tampone Antigenico e abbiamo seguito il protocollo contattando il nostro medico di base che ci ha segnalati all’ASP. Da 8 giorni ormai nessuno ci ha chiamati. Stamattina ho preso l’iniziativa di sollecitare l’ASP:
‐ Ho chiamato l’ASP di Reggio Calabria dalle 8 di stamattina, sempre occupato.
‐ Ho chiamato il numero nazionale di Pubblica Utilità “1500”, da 4 ore in attesa.
‐ Ho chiamato i Carabinieri, mi hanno risposto di chiamare il 112 Pronto Intervento.
‐ Ho chiamato il 112, mi hanno risposto che non è di loro competenza e di rivolgermi all’Unità di Crisi della Prefettura.
‐ Ho chiamato la Prefettura, mi hanno risposto che non è di loro competenza, di chiamare il medico di base.
‐ Ho chiamato il medico di base, il quale mi ha risposto che devo chiamare l’ASP. Riassumendo, nessuno ci ha contattato per le cure o monitorato per il famoso tracciamento.

Vi rendete conto in che mani siamo? Nessuno ci da risposte!
La cosa che ci indigna più di tutto è che le autorità preposte (Sindaco, Prefetto, Direzione ASP, Forze dell’Ordine) non sono in grado di coordinarsi tra di loro per dare risposte alla cittadinanza.
Antonello Diano