mercoledì,Ottobre 20 2021

Gom al collasso, sit-in di protesta: «L’Asp è persa, l’ospedale si può ancora salvare»

La Uil non ci sta e, numeri alla mano, si domanda perchè Reggio, con 180 mila abitanti, debba sopravvivere e convivere con un blocco del personale che sta distruggendo gli operatori sanitari mentre a Catanzaro, con 90 mila abitanti, la situazione sia opposta

Gom al collasso, sit-in di protesta: «L’Asp è persa, l’ospedale si può ancora salvare»

«Qualcuno deve dire la verità ai cittadini e la verità è che l’Asp è perduta ma il Gom si può ancora salvare. Per questo siamo qui oggi a protestare, vogliamo essere pro-ospedale, vogliamo che i reggini possano essere curati con dignità e gli operatori trattati con rispetto». Questo il grido lanciato dal segretario della Uil Nuccio Azzarà che questa mattina ha radunato medici, infermieri, oss e cittadini nel parcheggio antistante i reparti del Gom.

«Ci devono spiegare perché a Catanzaro, con 90 mila abitanti, ci sono 15 ambulanze e le assunzioni regolari mentre a Reggio, che conta il doppio della popolazione con 180 mila cittadini, si deve sopravvivere con un blocco del personale che ha portato ad avere una carenza di 700 unità, e con sole due ambulanze. Questa è una vergogna perchè se un paziente Covid deve essere trasferito a Catanzaro e arriva un codice rosso noi non abbiamo i mezzi per salvarlo, è questa la verità ed è inutile prendersela con gli operatori».

Ma per il sindacato le responsabilità, già cristallizzate in conferenza stampa, sono principalmente a livello regionale, ma anche l’organizzazione interna è stata bacchettata. «Ma quali percorsi puliti – ha tuonato Azzarà – che senso ha mettere tre camere covid in Ostetricia in fondo a un corridoio dove ci sono prima tutte le stanze delle future mamme non infettate? Non sono, gli accorpamenti, ma con che criterio si accorpa la neurochirurgia con l’otorino? Ma, soprattutto, perchè non viene richiamato tutto quel personale che, per usare un eufemismo, viene distratto dal proprio lavoro e impiegato a fare altro?».

Un primo risultato è stato ottenuto in tempo reale perchè tra le tante autorità che la Uil ha tirato in ballo, il Vescovo Morrone ha subito accolto l’appello raccogliendo la disperazione di quanti in quest’ospedale vedono l’unica possibilità di curarsi. «Lo ha detto anche Papa Francesco dopo il suo intervento – ha ribadito Azzarà – la sanità è un punto cardine, e il pontefice ha confermato come probabilmente sia stata un’infermiera a salvarlo. Dobbiamo riconoscere dignità e rispetto ai cittadini, ai malati e ai professionisti che possono fare grande quest’ospedale se messi nelle condizioni».

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